I padrini del ponte

E’ uscito in libreria, finalmente, I Padrini del Ponte, di Antonio Mazzeo. Dico finalmente perché nessuna casa editrice voleva accollarsi i rischi di probabili querele (che non costano nulla, per coloro che se le possono permettere, anche se sistematicamente perdono poi in giudizio). Una cooperativa editrice romana, Edizioni Alegre, ha deciso di pubblicarlo ed eccolo qui. Oggi sono stata al Salone delle Bandiere della Provincia di Messina ad assistere alla presentazione, alla presenza dell’autore e di Umberto Santino, del Centro siciliano di documentazione Peppino Impastato, che ha scritto la prefazione al testo. Fortunatamente c’era diversa gente, tanta per Messina. Le solite facce, purtroppo. Presente la Rete No Ponte, ovviamente, ed esponenti locali dei partiti storicamente avversi alla costruzione dell’opera. Posso dire che ce la siamo cantata bene, e saremo sicuramente tornati a casa soddisfatti, per avere avuto un pomeriggio impegnato, nel senso più serio del termine. Di interessante, noto quanto meno la convergenza sulla volontà di resistere anche fisicamente all’apertura dei lavori, anche se mi chiedo quanti saremo. “Dovremo essere una massa critica” diceva giustamente una voce tipica che è ben consapevole che siamo sempre le solite facce di fronte a certe proteste. Sarò pessimista, ma temo che il messinese tipo sia ben diverso dal valsusino tipo. Eppure siamo consapevoli che se continueremo ad autocelebrare noi stessi nell’indifferenza del resto della cittadinanza, saremo sempre di meno contro le immense forze economiche, politiche, mafiose e ahimé, anche militari ormai, che difenderanno la bontà dell’ennesimo mostro. Ringrazio infinitamente Antonio Mazzeo per il suo lavoro che permette di comprendere bene come la mafia, anzi le mafie, siano ben addentrate in ogni aspetto dell’opera, e non solo nei “banali” subappalti che hanno ovviamente uno scarso peso relativo. Posso ringraziare chi c’era perché quanto meno era presente, ma resto delusa sempre a pensare che la maggior parte, la stragrande maggioranza dei cittadini era altrove, pensava ad altro, non sapeva o non voleva sapere, o se sapeva non era affatto interessata neanche ad ascoltare, ché se dico condividere pretendo troppo…

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