Yes, We Commons

Il cosiddetto legittimo godimento e` quella pratica che ti da immensa soddisfazione nel vedere un governo preso a sberle da ben 26 milioni di italiani messi in fila (cit. Crozza).

Al referendum abbiamo vinto. Ma abbiamo vinto chi? E`partita subito la corsa, un movimento doppio e inverso, da un lato i membri del governo e in primis il nano n.1 a cercare di smarcarsi dalla botta, dall’altro i partiti, specialmente il PD ma non solo, a cercare di accaparrarsi i meriti per una vittoria che e` specificamente civica. Gia`, il PD e` quello che sui quattro quesiti aveva al suo interno tutte le opzioni possibile, anche il “non so”, eppure ora fanno i gradassi.

Non hanno capito che le sberle erano proprio contro la prepotenza della politica, e non di una politica genericamente truffaldina, quella che ci piace tanto insultare leggendo i libri di Gian Antonio Stella. No, la sberla era ad una politica che da decenni ci toglie il futuro, ci toglie cio` che e` nostro, di tutti. Non potrei trovare parole migliori di quelle dette da Luca su Giap:

La realtà è che questo voto referendario è, prima di ogni altra cosa, una sconfessione e una sconfitta del dogma neoliberista che ci ossessiona da trent’anni.

Ecco infatti, la grande vittoria taciuta, mentre ci si diverte, ed e` anche legittimo, a scovare tutti gli sconfitti.

La realta` e` che il sistema scricchiola, ed e` partita la corsa al si salvi chi puo`. Ci hanno creati individualisti, ma noi siamo comunitari. Verrebbe da dire che ci sono nicchie di resistenza, ma leggendo i numeri piu` delle percentuali altro che minoranza! Certo, non abbiamo votato tutti con la consapevolezza di difendere il bene comune, ci sono millemila motivazioni dietro quella scelta, ma e` comunque un segnale importante, in un’Italia stanca e che per anni e` sembrata senza speranza.

E vorrei sentire piu` spesso analisi di questo tipo, piuttosto che il classico “cade non cade” riferito al governo, o alla boiata delle boiate, la vittoria della rete!

Eh gia`, perche` sono andati i bit a votare, mica i cittadini. La rete ha un grande merito apparentemente, quello di veicolare, di riunire, di facilitare, ma una volta ci si riusciva benissimo anche senza, quindi la rete dev’essere evidentemente lo strumento piu` idoneo ADESSO per battaglie che hanno una validita` che trascende il momento storico, perche` e` l’eterna lotta per l’emancipazione contro ogni forma di sfruttamento, dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sul mondo.

Twitter rules!

Le novità che presto arriveranno da Twitter mi hanno spinta a riflettere un po’ sul ‘social network’ che uso maggiormente. Un po’ restia nel farmi coinvolgere dalle mode statunitensi che a ondate assalgono la bassa provincia italiana, mentre ogni giorno mi arrivavano nuove mail di invito a Facebook da chiunque, io decisi di provare Twitter. Mi sembrava carino, minimalista e funzionale. E così ho iniziato quest’avventura. Curiosamente, tra 6 giorni esatti sarà trascorso un anno esatto dalla mia iscrizione a Twitter! (Siccome certe cose non le segno nel calendario, quest’informazione l’ho avuta utilizzando il servizio When Did You Join Twitter?)  Al momento ho 2725 tweets, 213 following e 184 followers. Mi trovo molto bene e spesso lo tengo costantemente acceso (in genere ogni qual volta ho la possibilità di stare al pc o nelle vicinanze), lo uso parecchio per informarmi, per dialogare con molta gente. Ho conosciuto un sacco di persone eccezionali, e mi diverte soprattutto quando in concomitanza di trasmissioni televisive come Annozero, si commenta tutti insieme in tempo reale, sia tra chi si segue, sia con altri, utilizzando un semplice hashtag (#annozero in questo caso). In questo modo si possono scambiare le impressioni e incrementare le proprie conoscenze. Ha poi una miriade di servizi complementari e sussidiari che lo arricchiscono senza appesantirlo. Ad esempio io uso il client desktop Tweetdeck per seguire la mia timeline (non ne ho trovati di migliori, mi sembrava buono anche Mixero ma ad un certo punto ha smesso di girare bene), Twitpic per aggiungere le foto e condividerle, Snaptu per restare connessa in mobilità, Tweetmeme per aggregare link e condividerli..Twitter è anche collegato con Anobii e LinkedIn, oltre che con FriendFeed (che uso di riflesso in genere, non mi viene molto comodo). In genere tra chi frequenta Twitter c’è una certa riluttanza verso Facebook, anche se non mancano utenti che usano entrambi i social, anche insieme. Io oggi rientro tra questi, poiché alla fine sono caduta nel tunnel di Facebook. Si possono collegare, ma io lo faccio solo in alcuni casi, attraverso SelectiveTweets. Facebook lo uso molto diversamente. Soprattutto ultimamente, se aggiorno lo status lo faccio in maniera piuttosto criptica, scambio soprattutto link e messaggi con amici che sennò potrei raggiungere solo telefonicamente. Al più faccio qualche gioco scemo (avendone il tempo.. per ora la vedo dura!). Ma non mi sento in condivisione con la gente con cui in teoria sarei collegata. Ho pensato anche di cancellarmi, ma sinceramente per poche cose ha anche la sua utilità. Di certo lo uso poco rispetto a Twitter. Ora, pare che Twitter cambierà radicalmente. No, dalle informazioni circolanti non mi sembra diventi sempre più simile a Facebook. I cambiamenti sembrano positivi. Sarà più multimediale, ma ha sempre una struttura particolarmente virale ed immediata, è pur sempre un servizio di microblogging. Insomma sono ottimista, e spero che questa fiducia sia ben riposta!

Ps. non è un caso se nella parte destra di questo blog si trovano gli aggiornamenti dal mio Twitter… =)