Not all who wander are lost

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Leggo da sempre, mi verrebbe da dire. Leggo da quando ho imparato a leggere, libri, fogli e carte li tenevo in mano già da prima, facevo i crucipuzzle prima di capire, solo cercando le lettere uguali. Leggo tanto, forse troppo, mai abbastanza. E fa male sentire, eppure capita, che ormai i libri non servono più.

Leggere è rimasto l’unico legame con mia madre, e leggerei anche solo per questo motivo. Una lettrice compulsiva come me, che aveva l’abitudine di scrivere “sì” all’interno dei libri che leggeva, come promemoria. Ogni volta che me ne trovo uno tra le mani sorrido, e spesso invece penso ai tanti libri che per pura questione ‘anagrafica’ non può aver letto.IMAG1003

La lettura è una delle poche certezze della mia vita, chi mi ama, chi mi conosce lo sa, ed è in qualche modo rassegnato, forse orgoglioso. Per molti sarà una sciocchezza, ma sono stata davvero felice di avere, anzi riavere, la prima libreria, ed iniziare a riempirla, certa che già ora non è sufficiente.

Far parte di IMAG1005una minoranza, addirittura esigua, in Italia, mi scoraggia, e spesso tendo ad ignorarlo, come se la negazione potesse qualcosa. Sì, la crisi si fa sentire anche e forse soprattutto nel settore culturale, in un abbraccio mortale tra causa ed effetto nel quale non si distinguono più i due. L’Istat fotografa la triste situazione:

Nel 2015 si stima che il 42% delle persone di 6 anni e più (circa 24 milioni) abbia letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali. Il dato appare stabile rispetto al 2014, dopo la diminuzione iniziata nel 2011.

Il 9,1% delle famiglie non ha alcun libro in casa, il 64,4% ne ha al massimo 100. La popolazione femminile ha maggiore confidenza con i libri: il 48,6% delle donne sono lettrici, contro il 35% dei maschi.

La quota di lettori risulta superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni e nelle età successive tende a diminuire; in particolare, la fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17enni.

La lettura continua ad essere molto meno diffusa nel Mezzogiorno. Nel Sud meno di una persona su tre (28,8%) ha letto almeno un libro mentre nelle Isole i lettori sono il 33,1%, in aumento rispetto al 31,1% dell’anno precedente.

I “lettori forti”, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 13,7% dei lettori (14,3% nel 2014) mentre quasi un lettore su due (45,5%) si conferma “lettore debole”, avendo letto non più di tre libri in un anno.

L’8,2% della popolazione complessiva (4,5 milioni di persone pari al 14,1% delle persone che hanno navigato in Internet negli ultimi tre mesi) hanno letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi.

Lettura e partecipazione culturale vanno di pari passo; fra i lettori di libri, le quote di coloro che coltivano altre attività culturali, praticano sport e navigano in Internet sono regolarmente più elevate rispetto a quelle dei non lettori.

I cittadini stranieri residenti in Italia che tra il 2011 e il 2012 dichiarano di aver letto almeno un libro sono il 37,8%, indice di una minore propensione alla lettura da parte degli stranieri rispetto agli italiani (52%). Quasi la metà degli stranieri legge almeno un quotidiano a settimana (48,6%) e il 29,5% settimanali o periodici.

Nel 2014, le famiglie italiane hanno speso 3.339 milioni di euro per libri e 5.278 per giornali, stampa e articoli di cancelleria: rispettivamente 11 e 18 euro al mese, lo 0,4 e lo 0,6% della loro spesa complessiva.

Tra il 2010 e il 2014 la spesa delle famiglie per libri, giornali e periodici si è contratta del 18%, quella per articoli di cancelleria del 31%. La riduzione risulta molto più alta di quella registrata complessivamente per l’acquisto di beni (6%). (http://www.istat.it/it/archivio/178337)