BoJack Horseman

Per un sacco di gente la vita è solo un lungo calcio tirato nell’uretra. E a volte quando torni a casa dopo un giornata di calci nell’uretra ti va solo di guardare uno show su gente amabile dove si vogliono tutti bene. E dove qualunque cosa succeda alla fine di quella mezz’ora, be’, è tornato tutto a posto. No, sai, perché nella vita vera… ho già detto quella cosa lì dell’uretra? (BoJack)

Before the truth will set you free, it’ll piss you off
Before you find a place to be, you’re gonna lose the plot
Too late to tell you now, one ear and right out the other one
‘Cause all you ever do is chant the same old mantra (BMTH)

bojackPotrei essere a lutto dopo aver finito di vedere BoJack Horseman, perché quando finisce una serie che ti ha preso molto ti coglie quella sensazione di assenza, mentre in realtà razionalizzando ti convinci che l’importante è che sia finita bene, perché tutto nella vita finisce. Suona cinico? Beh, BoJack lo è molto di più e voglio scriverne perché credo ne valga davvero la pena; non in qualità di esperta di serie tv o chissà che, ma da semplice fan, se posso. È difficile classificare BoJack, una serie che è un incrocio unico tra drama e sit com, che ti fa ridere e arrabbiare e pensare, lasciandoti sempre quell’amaro in bocca dovuto alla presa di coscienza, più che alla delusione, dello “shit happens“, come direbbero gli inglesi e sì, se accade è anche colpa nostra.

Voglio… voglio dire che non capisco come fa la gente a vivere. Come fa a svegliarsi tutte le mattine e dire: “Sì, un altro giorno. Diamoci dentro!”? Come fa la gente? Non lo capisco. (BoJack)

E allora BoJack rappresenta davvero la cifra della nostra epoca, come spiegano quelli di Esquire mettendo in fila una lista di episodi migliori, e quasi magicamente riesce a rendere “umani troppo umani” una serie di personaggi che il più delle volte sono animali antropomorfi. Il nichilismo non ti consola ma ti accompagna e vorresti che non finisse, mentre gli episodi sono brevi e si susseguono senza soluzione di continuità, fino alla fine.

Non ho paura delle responsabilità. Mi impegno continuamente nelle cose. È quello che viene dopo quell’impegno che mi dà da pensare. (BoJack)

La vita è complicata, sono complicate soprattutto le relazioni, perché siamo animali sociali e questa è contemporaneamente la nostra forza e la nostra debolezza. Il cinismo di BoJack è anche questo, frutto di un’esistenza complicata, e quindi anche di se stesso, e la redenzione non è possibile in nessun caso.

Nessuno completa nessuno, non è un concetto reale. Se hai la fortuna di trovare qualcuno che riesci a sopportare, stringilo forte e non lasciarlo più. (BoJack)

Ognuno di noi avrà un personaggio preferito, per me è difficile, è più un ex-aequo tra BoJack e Diane, con punte di amore (forse) inspiegabile per Todd e voglia di picchiare Mr. Peanutbutter per il suo essere così com’è. Ma Diane! Come dicono su Esquire Diane è il personaggio più complesso e sfaccettato dopo BoJack, con una parabola di vita complessa e “radicato nel presente di tutto lo show”. Diane è davvero la più umana, nella rappresentazione grafica ma soprattutto nel suo percorso di vita.

I matrimoni sono fatti di bugie, più o meno. Ti ritrovi a dover dichiarare pubblicamente di passare tutta la vita con quella persona. Ma non puoi saperlo, lo stai solo dicendo. È tutta una farsa. Ma è una bugia basata su una verità: al centro della farsa c’è un seme di qualcosa di vero e puro, e quello strano e bellissimo seme è la ragione per cui ci si presta al resto. E a volte è difficile ricordarsi di quel puro e sfavillante seme, perché nel tempo si ricopre di tutte le discussioni, i compromessi e le delusioni. Ma non dimenticare che in fondo è sempre lì da qualche parte, anche se non lo vedi. E, magari, il solo sapere che c’è è più importante che vederlo. Ma funziona solo se ci credi davvero. (Diane)

Diane, guardarla su quei tetti, tante volte mi ci sono identificata, e forse per questo le voglio particolarmente bene.

E magari vai a scavare il niente e scopri che lì sotto non c’è niente, e allora guardi sotto quel niente e sotto c’è dell’altro niente, così continui a guardare un niente e un altro niente tutta la vita perché continui a pensare che sotto tutto quel niente qualcosa ci deve pur esser, ma tutto quello che trovi è il niente. (Diane)

Mr. Peanutbutter mi ha sempre provocato sentimenti contrastanti, tra la voglia di picchiarlo per la sua bontà e ingenuità apparentemente impossibile, mentre in altri frangenti appare più saggio e adulto di qualsiasi altro personaggio. Ha un carattere pazzesco, controverso, per nulla banale.

Tesoro io sono con te, qualunque cosa tu voglia fare, ma non troverai quello che cerchi in quegli orribili posti inventati. L’universo è solo un vuoto crudele e indifferente, la chiave per la felicità non è trovare un significato, ma tenersi occupati con stronzate varie fino a quando è il momento di tirare le cuoia. (Mr. Peanutbutter)

Certe volte Mr. Peanutbutter interviene sorprendendoti, ti sembra quasi che ci sia qualcuno di “normale” nella serie ma fortunatamente non dura, perché la normalità è noiosa no? O magari non esiste…

Credo che la cosa importante da ricordare sia che BoJack è un individuo tormentato che lotta contro un mare di demoni, spesso autogenerati, ma pur sempre reali. (Mr. Peanutbutter)

Katrina: L’ultima volta che hai visto gli occhiali?
Mr. Peanutbutter: Ero a un meeting con Princess Carolyn, lei diceva che dimentico sempre qualcosa. Così mi sono tolto gli occhiali, l’ho guardata negli occhi e ho detto: “Io non dimentico mai niente”. È lì che ho dimenticato gli occhiali.

Nell’ultimo episodio sono rimasta folgorata dal seguente scambio, e però leggendo altre citazioni mi rendo conto che nella sua apparente follia è forse stato sempre il più lucido di tutti, forse l’ho solo sottovalutato.

     Mr. Peanutbutter: E poi sto cercando di concentrarmi su me stesso adesso. Ho anche avuto una crisi di nervi, un giorno dallo piscologo ho sbroccato: “Il mio problema con le donne è relativo ai film di Christopher Nolan? Perché sì, le donne c’entrano, ma il punto della questione non sono mai le donne, sono io”.
BoJack: È una deduzione piuttosto arguta.
Mr. Peanutbutter: Così ho pensato: le mie dinamiche autodistruttive e i miei circoli viziosi sono simili al personaggio di Jim Carrey in ‘The Mask’? Insomma, qualcuno provi a fermarmi!
BoJack: Queste sono le tue considerazioni?
Mr. Peanutbutter: Um, beh, se sembro una band inglese Prog-Rock degli anni ’70? Beh, Yes!

Todd all’inizio sembra arrivare per incoraggiare il meglio di BoJack, redimerlo in qualche modo, ma come sempre ciò non è possibile e si vede presto, quando BoJack invece di aiutarlo finisce per sabotarlo. Todd è forse il personaggio più assurdo, nella sua innocenza si trova al centro di qualsiasi cosa, e fino alla fine si vede il suo sincero affetto per l’amico, nonostante tutto.

Sono rimasto invischiato in una bruttissima faccenda e un genocidio potrebbe essere stato o non essere stato commesso a mio nome. (Todd)

Adoro quando mi fanno le foto, è la prova che esisto. (Todd)

Avrete notato la quantità di citazioni che sto inserendo, vero? Se si iniziano a leggere si entra in un loop dal quale è difficile uscirne, lo dico per esperienza personale. Fare una selezione è dura, e allora l’unica cosa da fare è consigliare di vederlo (e personalmente rivederlo) perché così si riescono a sentire tutte, e nel contesto originale, con il migliore effetto possibile.

Sai qual è il problema che hanno tutti quanti? Che vogliono sentire solo quello di cui sono già convinti. A nessuno interessa mai sentire la verità. (BoJack)

Sulla conclusione, trovo azzeccatissima la scelta del doppio finale, quello onirico, e quello reale, non meno tragico del primo. La penultima puntata batte sicuramente l’ultima, non sono la prima a dirlo, però per quanto riguarda l’ultima vale davvero la pena tornare al dialogo tra BoJack e Todd sulla spiaggia, che forse racchiude la poetica di tutta la serie:

Todd: Lo scopo dell’arte non riguarda meno ciò che ci metti e più ciò che ne trai?
BoJack: È questo lo scopo dell’arte?
Todd: Forse, o forse non ha bisogno di alcuno scopo. Forse si chiama arte per questo.
BoJack: Non so mai se dici cose intelligenti o stupide.
Todd: Oh, non lo so nemmeno io.

Ecco, Todd è davvero un personaggio iconico, fino alla fine. E come dice lui,

è stato bello finché è durato!