Aspettando il vero boom

Sonia Alfano andava bene, l’avevamo scelta noi, anche se poi è finita col 2,44% e poi ha traslocato all’europarlamento con altra formazione, continuando lì le sue importantissime battaglie. Erano altri tempi, qualche anno fa, nessuno avrebbe scommesso su percentuali a due cifre, anche se si poteva sperare. Questa campagna elettorale è stata un’altra storia. Il momento è diverso, il sistema politico italiano sembra sempre più votato al suicido, ed in questo vuoto pneumatico gentilmente concesso dal ventennio berlusconiano ma anche dalle mosse degli altri partiti, compresi quelli “di sinistra”, Grillo trova ampi spazi in cui inserirsi vittorioso (davvero interessanti le prime riflessioni di Giuliano Santoro sul tema). Ha girato la Sicilia per due settimane, ripetendo spesso le stesse cose. In particolare mi ha colpito la contrapposizione tra la Sicilia ed il resto dell’Italia

L’Italia ha bisogno della Sicilia, ma la Sicilia non ha bisogno dell’Italia

Ha detto queste parole, in diverse città siciliane, col chiaro intento di raccogliere consensi nel modo più tradizionale e banale che si possa usare. Chissà cosa dirà in Veneto, o a Roma, ai prossimi comizi elettorali… della mafia non si è parlato molto, eppure quando si era ancora meetup a Messina molto si faceva su questo fronte.
Ora che hanno 15 parlamentari regionali, su 90, hanno detto che voteranno le proposte che saranno buone per i siciliani. Ma questo vuol dire tutto e niente. Con che criteri saranno valutate? Il supposto pragmatismo cela una chiara mancanza di programma politico, da loro tra l’altro rivendicata. Né di destra né di sinistra, dicono, ma ciò non vuol dire nulla, nel migliore dei casi (oppure vuol dire un po’ a destra). Che piaccia o no, fare scelte su fondi da assegnare, progetti da portare avanti, sostegni da dare o meno, significa prendere una posizione all’interno dell’asse destra-sinistra. A dispetto dell’ignoranza politica, da questo non si può sfuggire.
Siamo in una crisi economica che ci sta dilaniando, colpa del capitalismo sempre più attaccato e contemporaneamente sostenuto. Grillo attribuisce colpe a casaccio, non potendo riconoscere la presenza di conflitti di classe eppure evidenti (del resto, mi pare lui sia contro la patrimoniale, e ho detto tutto).
Ora Grillo punta a Roma e già ha bruciato tutti emanando aumm aumm le regole per candidarsi. Temo cosa accadrà, viste le voragini che si aprono sul contesto politico nazionale. Proprio mentre la crisi continua a dispiegare quasi sottotraccia le sue conseguenze e ci sarebbe un disperato bisogno di sinistra, l’Italia rischia di confermarsi laboratorio politico mondiale inventando un movimento apolitico che emerge tra le macerie destreggiandosi (non è un verbo a caso) tra vecchi e nuovi sistemi con una proposta politica che probabilmente confina col vuoto spinto.

Ad ogni modo, io l’ho già detto in giro, cerco volontari per rifondare il PCI. Possibilmente nelle strade, non sul web.

Credits:
Grazie a Giuliano Santoro, per le sue sempre lucide analisi, e ad Orientalista per il prezioso aiuto nelle lunghe chiacchierate che stimolano la riflessione.

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