Aspettando la sinistra di sinistra

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Dov’è la sinistra oggi in Italia? La domanda è particolarmente complessa e forse prima di rispondere sarebbe opportuno chiarire cosa non sia sinistra. Letto subito dopo il necessario La buona educazione degli oppressi di Wolf Bukowski col quale si può ben fare un discorso comune, mi viene in soccorso l’ottimo libro del compagno Vanetti La sinistra di destra, il cui sottotitolo recita Dove si mostra che liberisti, sovranisti e populisti ci portano dall’altra parte. Un testo fondamentale in cui si chiarisce

come il mito liberale del tramonto della classe operaia ci abbia portato alle concezioni interclassiste del populismo; come pezzi di sinistra abbiano progressivamente accettato una logica di chiusura e controllo delle frontiere che è sfociata infine nella xenofobia; come si sia tentato da più parti di allentare e spezzare il nesso tra l’emancipazione sociale e la lotta per la parità delle donne e per i diritti legati alle identità e agli orientamenti sessuali; come si siano avanzate pericolose riletture “da sinistra” dei concetti di patria e sovranità; come, infine, si sia declinata la necessaria critica ai rapporti di potere e sfruttamento in Europa in forme subalterne o al pensiero europeista mainstream o alle posizioni nazionaliste dell’euroscetticismo di destra. (p. 11)

Tra i pregi del libro che mi preme sottolineare c’è certamente la chiarezza espositiva evidentemente derivata dall’impianto marxista e quindi dal materialismo dialettico.

Tornando agli argomenti del libro, la subalternità della sinistra di destra comunque declinata al realismo capitalista viene egregiamente spiegata dedicando ogni capitolo ad un argomento, toccando così diversi snodi fondamentali: le classi sociali esistono ancora, chi l’avrebbe mai detto; il razzismo come discriminante essenziale: Marx non era razzista e chi si nasconde dietro mezze citazioni ritagliate alla bisogna non è di sinistra, figurarsi marxista – all’interno del capitolo anche un po’ di dati di cui la realtà effettivamente è costituita, al di là delle percezioni; l’uguaglianza tra uomini e donne dev’essere sostanziale o non è, la misoginia travestita da difesa della famiglia tradizionale è di destra; i rossobruni non saranno più di moda mentre il sovranismo di sinistra è un ossimoro, il socialismo è internazionalista, altrimenti non ha senso (spoiler: riformare quest’Europa non si può, avete presente Tsipras? Anche la sovranità popolare è un feticcio inutile di fronte al capitale: se sbagli a votare il voto non avrà alcun significato); Keynes non è Marx e si vede. I no euro come Bagnai sono arrivati dal postkeynesismo alla Lega senza passare dal via. E a proposito di Lega, il governo del cambiamento doveva uscire dall’euro e invece eccoci qua. È più facile tirarsi indietro e gridare al complotto dei poteri forti piuttosto che provarci, anche per gioco.

Tra mille rivoli la sinistra nel paese c’è ancora, è slegata, confusa, ma nei territori si muove e forse ha solo bisogno di riconoscersi. Innumerevoli sono le realtà di base che seguendo il testo si riconoscerebbero in quel che non sono. Sarebbe già un passo avanti, in attesa di riconoscere chi sono, chi siamo: la sinistra di sinistra.

Brucia brucia, esta es la lucha!

Altra giornata calda sul fronte delle lotte. In Grecia e` stato approvato il piano di austerity, come si chiama ora la pratica di sodomizzazione di un intero popolo,

[Pls let’s not call it #austerity. Bosses & bankers use such terms to blow sand in our eyes. Austerity is a virtue, this is social carnage!

Italian as well, same stupid word. Next step: calling police brutality “police righteousness”.

The #world is mired in turmoil, #greece in quote #austerity, and English in doublespeak!

some tweets /via @Wu_Ming_Foundt]

mentre in piazza Syntagma i manifestanti sono stati gassati per ore, con centinaia di feriti. Gas che arrivano pure in Val di Susa, dove son convinti che si possa militarizzare un territorio per 20 anni e annichilire una popolazione consapevole e combattiva. Le acampadas spagnole continuano, si marcia verso il congresso. Ultimi report da twitter:

Llegando a Banco de España, cantando “vuestra crisis no la pagamos”, cada vez somos más. #grecianoestasola

Más de mil personas, mani espontánea bajando por c/ Alcalá, “Grecia escucha, estamos en tu lucha”

La concentración #grecianoestasola en Sol deviene en manifestación: “eso eso eso, vamos al Congreso”.

via @acampadasol

Ovviamente le notizie in tempo reale si continuano a seguire su twitter. In Italia la speranza e` la Val Susa, e domenica 3 luglio ci sara` una manifestazione nazionale. Poi c’e` anche il fronte napoletano, abbastanza caldo, dove seguendo il discorso che fa Luca su Giap si sta sperimentando la Grecia (Napoli e` la Grecia che gia` siamo (Una guerra civile per gli anni Dieci))

E ribadisco che tutte sono la stessa lotta. Se vi dicessero che domani vendiamo il Colosseo? Improbabile? La Grecia vendera` il Partenone e qualche isola, in altri paesi e` gia` stato fatto. Il nostro di dietro e` gia` stato esternalizzato da mo` e non ci resta che piangere. E come dice sempre Luca nei commenti “E poi dice che uno si butta a sinistra”.

Gia`, e poi devo leggere che la #notav per esempio e` al di la` di destra e sinistra (chi ha orecchie per intendere commenti pure :P) ed in fondo anche il non partito col non statuto e il non leader merita il nostro non voto (questa e` di potapotayaki sul forum, geniale!)

Insomma, qui c’e` in ballo il nostro futuro e sembriamo arretrati, ma in realta` i focolai ci sono, ma mai abbastanza forse.

Nel frattempo mi son presa la briga di contare le scosse di terremoto nella provincia di Messina nel mese di giugno: 61 nel sito dell’INGV anche se la maggior parte nella seconda meta` del mese. E ancora c’e` domani. Commentavo amaramente che forse qualcuno pensa che il ponte possa fare da puntaspilli. A proposito, la rete no ponte ovviamente sara` in Val Susa, ogni tanto qualcuna la imbroccano pure loro!

Chiudo con un tweet che ricompare spesso oggi nella mia TL, a causa dei RT, tremendamente vero:

@umairh: You too are in Syntagma Square. You just don’t know it yet.

Ps. Geniale campagna Greenpeace contro il Lato Oscuro della volkswagen: Enjoy!

 

[EDIT] Bell’articolo della Revist Amauta appena arrivato via twitter: En estas últimas semanas, hemos asistido a una recuperación de la confianza colectiva en la capacidad de cambiar las cosas. Años de derrotas y retrocesos y la falta de victorias que mostraran la utilidad de la movilización han pesado como una losa en la lenta reacción ante la crisis. Pero las revoluciones en el mundo árabe y, también, la victoria contra banqueros y gobernantes en Islandia han transmitido un mensaje muy claro: “Sí, se puede”.