Un governo pienamente razzista

Chi si stupisce dell’alleanza, pardon “contratto di governo” [questa storia della neolingua à la Orwell andrebbe veramente approfondita, ha raggiunto livelli preoccupanti], con la Lega è stato superficiale nell’assistere alla nascita e la crescita del Movimento 5 stelle oppure è in mala fede. Anche chi tende a stringersi nelle spalle, dicendo che non c’era alternativa (colpa del PD!!!11!!), sbaglia. Sarò dura ma è così. Quella tra M5S e Lega è un’alleanza naturale, non un accordo raggiunto obtorto collo. Dal principio ci sono state componenti assimilabili alla Destra e anche all’estrema Destra e d’altronde il frame né destra né sinistra vuol dire praticamente svolta a destra. Quando ancora il PD non aveva raggiunto il livello Minniti, anche se avviato sulla buona strada, si fa per dire, da un Veltroni che cianciava di come la sicurezza non fosse un tema né di destra né di sinistra per lanciarne l’allarme in seguito all’omicidio Reggiani, Beppe Grillo e quindi il Movimento erano già a livello estrema destra. Non ricordate? Era il 2007, il caso Reggiani servì a lanciare l’allarme sicurezza e alla faccia della responsabilità penale personale. Tutti addosso ai rom, anche se fu la testimonianza di una donna rumena a permettere l’arresto del colpevole. In quella temperie squallida non meno dell’oggi, Beppe Grillo sul suo sacro blog parlava come sempre alla pancia, intercettando perfettamente il becero senso comune dell’italiano medio:

Un Paese non può vivere al di sopra dei propri mezzi. Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L’obiezione di Valium è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? Migrazioni selvagge di persone senza lavoro da un Paese all’altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom.
E’ un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Si poteva fare una moratoria per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla.
Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari.
Una volta i confini della Patria erano sacri, i  politici li hanno sconsacrati.

Era il 5 ottobre del 2007. Quel post è ancora consultabile su quello che ora si chiama il blog delle stelle. I grassetti sono in originale. Valium era il soprannome di Prodi, Grillo ha sempre dato soprannomi anche offensivi che col tempo entrano nel linguaggio degli adepti che li usano senza chiedersi se ci sia qualcosa di sbagliato in ciò. E’ vero come diceva Alessandra Daniele pochi giorni fa che abbiamo la memoria di un pesce rosso (e l’intelligenza di una spugna di mare). In tempi non sospetti io ed altri storcevamo il naso e alzavamo la voce contro queste “esuberanze” di Grillo. Ma lui rappresentava il Movimento solo quando conveniva, reggeva solo il simbolo, e via dicendo minchiate. Oggi ascolto un silenzio terribile e assordante di amici, attivisti ed eletti che fino all’anno scorso volevano rimarcare la loro distanza dal razzismo di governo, ed ora lo rappresentano appieno con la loro complicità e il loro silenzio.

 

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Uno screen del post nella nuova cornice del Blog delle stelle fatto in data odierna

PS. Un ringraziamento a Giuliano Santoro, del quale ho dovuto riprendere in mano Un grillo qualunque per ovviare alla mia memoria da pesce rosso.

La gente

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Copertina del libro, edito da minimum fax

Il libro di Leonardo Bianchi è un viaggio drammaticamente accurato, a tratti desolante ma necessario, nell’Italia di oggi e sicuramente ci aiuta a capire come siamo arrivati a questo punto, a un passo dal governo penta-leghista. Si parte dalla nascita del mito della Casta, con l’uscita del libro dei giornalisti Rizzo e Stella, che ha superato nelle conseguenze le intenzioni degli autori, generando anche un filone di testi dedicati alle mille caste del nostro paese, e si passa per il “più improbabile movimento di protesta dell’Italia repubblicana” il #9dicembre, tra forconi e figuri destri che falliscono l’appuntamento con la rivoluzione (!)… ve li ricordate quando dovevano circondare il parlamento e forse con la forza del pensiero, boh, mandare tutti a casa? Si prosegue e dalla guerra alla casta si passa al cittadino indignato che si voleva prendere le periferie romane, a quello di Gorino, il paese più assurdamente nimby d’Italia, che ha alzato le barricate pur di non accogliere 12 donne, di cui una incinta, e tristemente ci è riuscito, fino a Stacchio che suo malgrado è assurto ad eroe della gente, tirato per la giacchetta anche da quelli che forse, se gli conviene, ci vorrebbero governare subito, aspiranti a creare un novello Far West. Si arriva alla crociata contro la fantomatica “ideologia gender“, una pantomima che solo da noi poteva avere un seguito così, così, come posso dire? In piedi? Del resto nel Belpaese anche le teorie del complotto sono diffusissime e ce n’è per tutti i gusti. L’analisi di questi fenomeni, la vista delle numerose pagine fasciste, il proliferare ed il successo di siti che diffondono bufale prevalentemente razziste solo per raccogliere click e guadagnarci, a me sembrano la conferma della correlazione tra fascismo e stupidità. Il libro verso la fine si occupa anche del triste caso della campagna per il Sì al referendum, quella della solenne batosta presa da Renzi (ogni tanto una gioia). Batosta presa nonostante l’occupazione militare e la conseguente trasformazione di diverse pagine “buongiorniste”. Renzi prima e dopo il referendum si è buttato sul gentismo, anzi a ben vedere la sua figura racchiude diversi tratti della specie sin dalla sua comparsa sulle scene nazionali. In sintesi, c’è una galassia di minchiate che quotidianamente domina lo spazio web, in larga misura Facebook, e questo nella vita “reale” ha spiacevoli conseguenze, da ultimo l’ascesa dei Salvini e dei Di Maio che non a caso vivono, soprattutto il primo, nelle dirette sul social. Finché uno varrà zero e la gente trionferà, viene da pensare.

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La gente commenta uno sbarco di migranti a Messina, schermata fotografata ieri.