Aspettando il vero boom

Sonia Alfano andava bene, l’avevamo scelta noi, anche se poi è finita col 2,44% e poi ha traslocato all’europarlamento con altra formazione, continuando lì le sue importantissime battaglie. Erano altri tempi, qualche anno fa, nessuno avrebbe scommesso su percentuali a due cifre, anche se si poteva sperare. Questa campagna elettorale è stata un’altra storia. Il momento è diverso, il sistema politico italiano sembra sempre più votato al suicido, ed in questo vuoto pneumatico gentilmente concesso dal ventennio berlusconiano ma anche dalle mosse degli altri partiti, compresi quelli “di sinistra”, Grillo trova ampi spazi in cui inserirsi vittorioso (davvero interessanti le prime riflessioni di Giuliano Santoro sul tema). Ha girato la Sicilia per due settimane, ripetendo spesso le stesse cose. In particolare mi ha colpito la contrapposizione tra la Sicilia ed il resto dell’Italia

L’Italia ha bisogno della Sicilia, ma la Sicilia non ha bisogno dell’Italia

Ha detto queste parole, in diverse città siciliane, col chiaro intento di raccogliere consensi nel modo più tradizionale e banale che si possa usare. Chissà cosa dirà in Veneto, o a Roma, ai prossimi comizi elettorali… della mafia non si è parlato molto, eppure quando si era ancora meetup a Messina molto si faceva su questo fronte.
Ora che hanno 15 parlamentari regionali, su 90, hanno detto che voteranno le proposte che saranno buone per i siciliani. Ma questo vuol dire tutto e niente. Con che criteri saranno valutate? Il supposto pragmatismo cela una chiara mancanza di programma politico, da loro tra l’altro rivendicata. Né di destra né di sinistra, dicono, ma ciò non vuol dire nulla, nel migliore dei casi (oppure vuol dire un po’ a destra). Che piaccia o no, fare scelte su fondi da assegnare, progetti da portare avanti, sostegni da dare o meno, significa prendere una posizione all’interno dell’asse destra-sinistra. A dispetto dell’ignoranza politica, da questo non si può sfuggire.
Siamo in una crisi economica che ci sta dilaniando, colpa del capitalismo sempre più attaccato e contemporaneamente sostenuto. Grillo attribuisce colpe a casaccio, non potendo riconoscere la presenza di conflitti di classe eppure evidenti (del resto, mi pare lui sia contro la patrimoniale, e ho detto tutto).
Ora Grillo punta a Roma e già ha bruciato tutti emanando aumm aumm le regole per candidarsi. Temo cosa accadrà, viste le voragini che si aprono sul contesto politico nazionale. Proprio mentre la crisi continua a dispiegare quasi sottotraccia le sue conseguenze e ci sarebbe un disperato bisogno di sinistra, l’Italia rischia di confermarsi laboratorio politico mondiale inventando un movimento apolitico che emerge tra le macerie destreggiandosi (non è un verbo a caso) tra vecchi e nuovi sistemi con una proposta politica che probabilmente confina col vuoto spinto.

Ad ogni modo, io l’ho già detto in giro, cerco volontari per rifondare il PCI. Possibilmente nelle strade, non sul web.

Credits:
Grazie a Giuliano Santoro, per le sue sempre lucide analisi, e ad Orientalista per il prezioso aiuto nelle lunghe chiacchierate che stimolano la riflessione.

Tutto si tiene

Son passati praticamente undici anni dai “fatti di Genova” e ancora non abbiamo capito niente. Venerdì è uscito nelle sale Diaz, e neanche a dirlo sono andata a vederlo, uscendo con una ricarica di rabbia che dovrebbe essere il motore che muove ognuno di noi ogni giorno. Sul film in sé, mi sento di condividere la recensione di Militant, un po’ meno quella di Scurati sulla Stampa… perché una proiezione non potrà mai sanare le ferite di quei giorni. E non solo perché, come ovvio, i colpevoli non hanno pagato e sono ancora lì, dagli esecutori ai manovratori, ma soprattutto per un semplice motivo: quella era una guerra che qualcuno provò a combattere e fu annichilito, mentre dal lato opposto hanno continuato a combattere e di questi tempi ci stanno sferrando attacchi micidiali. No, non parlo delle forze di polizia, ma del sistema economico che, dovrebbe essere evidente, ci sta strangolando ogni giorno di più. Siamo stretti in una morsa, e anche se qualcuno sta finalmente aprendo gli occhi, ancora non è chiaro probabilmente a nessuno di noi il quadro generale.

Oggi si parla di un suicidio al giorno tra i disoccupati per colpa della crisi e questa è una pessima notizia innanzitutto dal punto di vista umano ma non solo. Infatti è indice di uno smarrimento e di una mancanza di senso di comunità, di capacità di aggregarsi e far fronte ai problemi collettivamente. E’ una colpa evidentemente della sinistra, o di quel che ne rimane.

Quelle persone, prima a Seattle poi a Genova, avevano ragione, eppure ancora oggi si farnetica di soluzioni che sono parte del problema, mentre un influente economista in un triste articolo sul Corriere riesce a parlare degli Stati Uniti come del paese che anche se ha un sistema individualistico è comunque “uno stato che protegge solo i più deboli” cancellando diverse realtà tra cui la miseria crescente non solo in quel paese ma anche nell’Europa, supposta icona di un modello di stato sociale che è in corso di smantellamento ormai da decenni. Ma non deve temere Alesina, siamo noi ad andare verso il modello americano, non il contrario.

Nel frattempo stamattina la stampa internazionale ha seguito in diretta la testimonianza di Breivik davanti ai giudici in Norvegia. E non è vero che non c’entra nulla, perché le radici dei mali che ci affliggono sono impiantate anche in quei discorsi deliranti sulla difesa della propria comunità contro le altre viste come nemiche ed estranee. Non voglio neanche andare a vedere cosa dicono i nostri giornali, a parte qualche sintesi messa chissà dove. Sono troppo impegnati ad occuparsi DEL problema, ovvero la fuffa del finanziamento pubblico ai partiti, come se tolti i soldi ai partiti questi governeranno con un rinnovato senso dell’etica. Una sintesi efficace della questione l’ha fatta Luca Faenzi su twitter:

Buffo contestare il governo delle banche e nello stesso tempo il finanziamento pubblico ai partiti. Chi credete che li finanzierebbe, dopo?

Ecco, c’è altro da dire? L’altro giorno qualcuno mi ha chiesto che vorrei fare da grande (sorvolando sul fatto che vado per i 28, già). La mia risposta? “Mi piacerebbe far emergere la coscienza di classe in ogni persona”. Per chiudere pensavo di postare il video dei 99 Posse con Caparezza “Tarantelle pe’ campa’”, ma in effetti è più in linea con questo delirio un’altra canzone:

Decadenti fascisti

La decadenza delle parole anticipa sempre quella della civiltà che ne abusa.

Così Massimo Gramellini sulla Stampa di oggi. E quanto c’ha ragione? Uno stronzo dà del cretinetti ad un uomo in fin di vita. Una carta da culo online chiede se se lo sia meritato. Nel frattempo leggo l’elogio dei riformisti e mi convinco sempre più che i Wu Ming avevano ragione

Credits: notav.eu

: Saviano ormai è simbolo di se stesso e comunque è fuori fuoco. L’emergenza non sono i gramsciani che dicono pane al pane e porco al porco – come si fa poi a non condividere quella citazione? – ma il fascismo quotidiano strisciante e dilagante, silenzioso e viscido, che penetra nei nostri cervelli grazie a questa decadenza delle parole assecondata dai media e dai piazzisti dell’odio a tutti i livelli.

L’emergenza non sono i “guerriglieri” notav (ce ne fossero, in tutta la penisola!) ma la stronzaggine fascista che dilaga da noi e in tutta Europa (vedi il sempre ottimo Mazzetta sui piazzisti dell’odio). La Lega Nord doveva essere dichiarata fuori legge anni fa. I gruppi fascisti, da Casa Pound in giù, anche. Qualsiasi personaggio pubblico che trattasse una persona in fin di vita come fanno quei pennivendoli di Libero e de Il Giornale andrebbe stigmatizzato e isolato intellettualmente. Non ci può essere tolleranza con gli intolleranti. Il circolo è vizioso, dalle strade e dai bar ai movimenti e ai partiti, ai media, e ritorno. La guardia va tenuta alta. L’indignazione costante, la lotta continua.

#notav #forzaluca

Deliri combattivi

[Il punto è che non sapevo come riordinare le idee. Lo spunto mi è venuto da un discorso in un caro vecchio forum, luoghi quasi dimenticati, dove la discussione sembra impossibile come se da sempre esistessero solo facebook e twitter, luoghi dove approfondire è impossibile]

Ho fatto piacevolmente un paio di giorni coi mezzi pubblici. Ho visto una città migliore, con meno traffico, più pace, più tranquillità (mancavano semplicemente i clacson, ma l’inciviltà al volante è un’altra storia). A chi contesta che i trasporti pubblici sono insufficienti, rispondo e ho risposto che siamo noi a doverli pretendere, pre(te)nderli ed incentivarli.

***

Ancora non so inquadrare il movimento dei forconi in realtà. Ci sono diverse spinte, diversi attori e parecchi stanno osservando e/o agendo per dare colore e identità.

Mi trovo a Messina per sbrigare delle cose e dovrei aver subìto disagi in questi giorni. In realtà è da parecchio che ho dei disagi, e me li crea una società che mi impedisce di vivere. Che mi impone di godere e mi priva del piacere. Un sistema economico che ci sta distruggendo, e che per salvarci impone di ucciderci.

Leggo di indignazione riguardo certi esponenti del movimento, o semplici manifestanti. Ci sono manovratori politici? Pare ci siano metodi “mafiosi”, se non proprio personaggi mafiosi. Ne parla pure Striscia la notizia (che mi trovo costretta a guardare in queste sere…) e già la cosa mi allarma. Condanno con fermezza chi costringe altri a scioperare. Ma condanno non di meno i pazzi esaltati che hanno passato notti in macchina in fila dal benzinaio, come se ne avessero bisogno per vivere. Condanno la gente che ha fatto razzia di tutto nei supermercati neanche fosse una guerra nucleare. Sono cose che mi provocano orrore e raccapriccio.

E’ questa mentalità per cui “ognuno pensi a se stesso” che ci sta uccidendo. Ed è prettamente utilitarista, e capitalista, lasciatemelo dire. Non è innata ma ce l’hanno inculcata a forza. E’ la mentalità che ci fa dire che i disagi non li devono creare a noi. Ma secondo voi, se non si prova a far conoscere le ragioni di una protesta a più gente possibile, in tutti i modi possibili, come si pensa di riuscire ad ottenere qualcosa? Non è forse lo stesso che salire su una gru od occupare dei locali? O forse non vogliamo vedere per paura di essere contagiati, immedesimarci e magari cominciare a pensare. In effetti anche noi stiamo male. Abbiamo un sacco di problemi, spese, mutui, famiglie da mantenere, e il lavoro non c’è, se ne va, in altri casi non basta. Perché sempre più spesso non basta lavorare 12 ore al giorno e massacrarsi, quando poi arriva una bolletta e non ci sono più soldi.

E allora, perché non ci siamo noi di fianco a loro a protestare, visto che siamo tutti sulla stessa barca, perché tutte le lotte sono la stessa lotta (cit.), perché ad esempio  il governo cancella l’ISEE e chi non si può permettere cure e farmaci potrà crepare liberamente*, così ci saranno meno bocche da sfamare prossimamente? Perché non ci ribelliiamo al fatto che stiamo pagando tutti per mantenere un sistema che ci vogliono far credere eterno ma che dimostra ogni giorno di più la sua fragilità e la sua complicità nell’averci resi schiavi?

 

 

* Ho attribuito erroneamente la storia delle esenzioni ISEE al governo. Mea culpa, non ho verificato prima di postare. In realtà è un recentissimo provvedimento del governo regionale siciliano, leggo in rete per adeguarsi alle altre regioni. Il sistema ISEE è stato considerato troppo difficile da monitorare, e allora vengono istituite liste di esenzione che saranno disponibili dai medici di famiglia e dai pediatri. Il nuovo sistema è in vigore da sabato, nel frattempo c’è un regime transitorio, fino al 30 aprile, tramite autocertificazione per chi ritiene di essere esente. Ma i medici per primi non sanno bene come muoversi e tra dottori e farmacisti c’è un po’ di confusione. Sull’autocertificazione in Italia dovrei scrivere un post a parte.

Post-berlusconismo e le vere sfide che ci attendono

Berlusconi è finito, ma da un pezzo. Come dicevo qualche post fa non va bene per seguire i diktat europei, e va rimpiazzato. Intanto siamo già nel post-berlusconismo da un pezzo, come dice bene @Adrianaaaaa sul suo blog. Eppure l’eredità del berlusconismo ce l’abbiamo tutta e non è nulla di buono. Sdoganamento di fascismi, demonizzazione dei comunismi, linguaggio politico ipersemplificato, aziendalizzazione della politica, superficialità argomentativa e chissà quanti altri che dimentico. Chi ha la mia età è cresciuto in questo ambiente e per fortuna diversi di noi hanno sviluppato anticorpi contro queste conseguenze, o premese che siano. Molti altri avvertiranno un vuoto e chissà come lo riempiranno. Gramellini nel suo pezzo sulla Stampa spiega la pervasività del sistema Berlusconi e e da questo emergono le dimensioni di questo vuoto. Fortuna che a me non mancherà, c’è altro di cui preoccuparsi.

Dico da tempo che il problema non è (solo) Berlusconi e questo periodo ne sarà, ne è la dimostrazione. Il momento difficile arriva ora. Il governo Monti, o quel che sarà, farà strage di diritti e garanzie costituzionali, con il placet dell’Unione Europea (non a caso @Adrianaaaaa nel post citato sopra fa riferimento all’articolo 2 del trattato europeo che prevede come eccezione al diritto di vita la soppressione di sommosse o insurrezioni. Ecco, lorsignori sapevano allora che sarebbe arrivato questo momento? I tempi son maturi, forse anche troppo, e domani è solo l’ennesimo giorno in cui dovremmo dimostrare di essere migliori di coloro che combattiamo, tramite la fantasia e la varietà delle forme di lotta, senza negarne a priori nessuna (violenza è quella della gente comune o di coloro che gli stringono il cappio intorno al collo? Come dire chi è più criminale, chi rapina una banca o chi la fonda?)

A questo proposito, condivido appieno l’articolo di Bifo sull’11 novembre:

Dovremmo entrare nel supermercato prendere ciò che ci occorre poi recarci alla cassa, e alla cassiera con cortesia dire: signorina legga questo foglio. E sul foglio c’è scritto il mio nome cognome indirizzo e c’è scritto TESSERA DEL PANE. E sotto c’è scritto: “siccome non ho più i mezzi per sostenere me e la mia famiglia la prego di accettare questo documento come garanzia del fatto che pagherò non appena la Banca centrale europea avrà erogato un reddito di cittadinanza a tutti coloro che ne hanno bisogno.”

Dovremmo andare nei ristoranti di lusso, mangiare come dio comanda e alla fine lasciare cinque euro sul tavolo e una tessera del pane con nome cognome indirizzo e promessa di pagherò quando avrò un reddito che me lo consenta.

Dovremmo andare alle inaugurazioni dell’Anno accademico e alle riunioni del consiglio comunale e del consiglio di amministrazione della banca e dell’azienda e dichiarare che fin quando non si sottrarranno all’ordine di sterminio che proviene dalla banca centrale gli impediamo di agire, di legiferare, di contribuire al crimine.

Dovremmo aprire la porta di un edificio vuoto di proprietà vaticana o di una compagnia di assicurazione e renderlo accessibile alla massa crescente di coloro che non hanno casa.

Dovremmo occupare le strade metterci dei grandi tavoli e organizzare mense popolari, dove ciascuno paga il pasto con quello che può sborsare. Mangiare insieme costa meno e permette di riattivare i circuiti anchilosati dell’acting out solidale.

Noi non vogliamo la guerra, eppure ce l’hanno dichiarata

L’unica risposta è la ribellione, l’unica soluzione è il ribaltamento del sistema. E chi non lo capisce, può benissimo gongolarsi per la fine dell’impero berlusconiano (sicuri?) e continuare la sua vita precaria e sfruttata.

Is Antifa a trending topic?

L’antifascismo sarebbe la base fondante della nostra repubblica. Sarebbe perché il nostro governo è infinitamente più affine a Breivik che non ai partigiani. In realtà l’intero arco parlamentare lo è, in effetti. (La forza più a sinistra in parlamento è oggi il Pd e no, Di Pietro non è di sinistra*).

Un po' di chiarezza... via Clint Irwin on Tumblr

Qualcuno dirà che l’antifascismo è roba vecchia, buona per i nostalgici dell’Anpi (ma fino a poco tempo fa i nostalgici sembravano altri) e intanto scoppia una bomba ad Oslo. E c’è una sparatoria. Mentre Libero ed il Giornale in testa aprono sul ritorno del terrorismo musulmano, il resto del mondo sa già che l’attentatore è un bianco, perfettamente integrato, solo infastidito dai diversi, in particolare dai marxisti pare. Ma il problema, si sa, è il multiculturalismo

Un giornale serio come il New York Times riflette sul pericolo delle destre estreme in Europa, mentre qui da noi si parla di un pazzo isolato, che in 1500 pagine online spiegava il suo gesto, mentre @uomoinpolvere su twitter ci fa sapere che:

nel suo diario parla di “investors” da chiamare perché i soldi stanno finendo…

Noi quella gente ce l’abbiamo al governo. E non è necessario agire come ha fatto Breivik per essere fascisti. Fascista è chi semina l’odio e la paura del diverso, fascista è chi pensa che il multiculturalismo sia il problema, con la stessa logica malata secondo cui uno stupro è causato da un vestito succinto o da un atteggiamento provocante e non da un porco maniaco.

Una riflessione collettiva è d’obbligo perché i fascismi stanno riprendendo piede, esattamente come dopo la crisi del ’29 (anche allora l’Italia aveva anticipato tutti, curioso) e sembra che il secolo breve ci abbia davvero insegnato poco. Torno a pensare ad Olocausto e modernità di Bauman, e a quanto fossero lucide le sue analisi sulla necessaria correlazione tra i due fenomeni, mentre ancora il frame dominante vuole considerare quegli anni bui come una deviazione dalla norma.

* Infatti De Magistris non è Di Pietro, ed è stato l’unico, con Pisapia, che non è il Pd, di un certo livello a dire cose sensate per il decennale di Genova 2001.

Dieci anni

Il 20 luglio del 2001 credevo di essere grande, invece grandi erano solo le mie presunzioni. Avevo solo 16 anni e credevo di aver capito tutto. Pensavo di essere nel giusto perché stavo a sinistra, però faticavo a dichiararmi comunista perché sapete, Stalin è una brutta bestia. Simpatizzavo sicuramente con il movimento no global, ma la violenza che vedevo non l’accettavo. Poi ho visto il morto, e mi son detta “no cazzo”. Non potevo arrabbiarmi con Carlo perché era morto, eppure lo sentivo vicino, anche se quell’estintore pensavo fosse un errore. Si può morire così? Certo, se un ragazzo con un estintore incontra un ragazzo con la pistola…

M’è rimasta la voglia di capire, perché non potevo accettare. Ho assistito ad un incontro col papà di Carlo quando è stato a Messina, organizzato da quei comunisti per i quali provavo simpatia ma non del tutto empatia, ho guardato video, documentari, testimonianze. Ho dovuto abbandonare il manicheismo. La non violenza è una bella parola, tendenzialmente dovrebbe essere la via, in pratica quando sei attaccato non puoi sapere qual è il modo migliore per reagire. Chissà cosa avrei fatto io se fossi stata a Genova, in quei maledetti giorni del 2001…

Sono contraria alla violenza, ancora oggi, ma la macelleria messicana era una violenza premeditata e che ha costretto molti manifestanti a subire o reagire. Oggi sono convinta che Carlo avesse solo una colpa, essere un ragazzo e avere delle idee. E’ una colpa che ho anch’io, anche io potrei essere morta. Non sto meglio per questo, anzi. La realtà è molto più complicata di come mi piacerebbe che fosse. Quei ragazzi, che se avessi avuto qualche anno in più ci sarei voluta essere, avevano ragione, e la crisi è solo una delle tante conferme. Eppure stiamo messi peggio. Però Carlo non è solo. La lucha continua.

Metereopatie

Sogno un notiziario che cominci cosi`: “la stagione e` calda e` vero, ma nei prossimi mesi questo caldo aumentera`. Stante la situazione attuale, e` previsto un autunno caldissimo e un 2012 ancora piu` caldo. Le tensioni sociali sono a livelli altissimi”

E invece tutti i notiziari sono impegnati a dirci quanto caldo fa solo a livello di temperature, come se noi si fosse a gennaio ed improvvisamente fosse arrivata un’ondata anomala di calore. Ovviamente a luglio e` normale che ci siano 30 e piu` gradi, eppure tutti a lamentarci, anche su twitter ieri #caldo era trending topic e @cartaorg ipotizzava una presa dell’hashtag come nel caso di nervi #saldi. [A proposito di prese, oggi e` il 14 luglio. Auguri a tutti!]

La situazione economica e` bollente, la situazione sociale di conseguenza e` scottante ogni giorno di piu`, e invece si discute di afa. Le similitudini tra tempo meteorologico ed economia sono parecchie, e forse non sono casuali, come osserva Tonino Perna nel suo ultimo libro.

E` bene ricordare come Lorsignori facciano tutto scientemente, perche` la dottrina della shock economy e` un metodo “geniale” dal loro punto di vista per imporre il loro sistema unico, come ricorda bene @Adrianaaaaaaaa (spero di aver contato bene le a XD) nel suo ultimo post.

Eppure si parla di caldo torrido come se fosse la notizia. Un po` di timori per il venerdi` nero in borsa (in Italia ma non solo) e poi tutti a rallegrarci perche` il peggio e` passato. In realta’ il bello (o ballo) deve ancora venire, anzi sta proprio arrivando. A questo proposito e` interessante l’ultimo commento nel post appena citato su Giap, di un ragazzo greco.

Qualche ovvieta` che sfugge ai piu` puo` essere letta nella contromanovra proposta da Sbilanciamoci.

Intanto c’e` chi discetta di bassa politica, ma in realta` non so se questo governo cadra`, e soprattutto non credo affatto che cio` possa provocare un miglioramento. C’e` il fatto che Mr B. non e` il piu` adatto per eseguire gli ordini superiori di Europa e FMI e anzi temo che riesumeranno Prodi perche` e` molto bravo nel sistemare i conti facendoci pagare il conto.

Ma noi non stiamo in piazza come in Grecia o in Spagna. Fa troppo caldo e al limite potremmo fare qualche raduno al mare o in nottata, sperando in un fresco venticello. Quello che pare abbia iniziato a soffiare con amministrative e referendum, ma sembra sia passato un secolo da allora…

Ps. in tutto questo e` stato approvato ieri alla camera il disegno di legge sul biotestamento. Ieri ho letto un inquietante articolo sulla Stampa con ancor piu` inquietante foto della Binetti. E` il caso di ricordare la bella e rabbiosa poesia di WM1 sull’istituzione-branco, gia` segnalata su Twitter.

NB. Tra pochi giorni ricorre esattamente il decennale di Genova. Io ricordo (e consiglio di seguire @IoRicordoGenova su twitter). Tutto si tiene.

Brucia brucia, esta es la lucha!

Altra giornata calda sul fronte delle lotte. In Grecia e` stato approvato il piano di austerity, come si chiama ora la pratica di sodomizzazione di un intero popolo,

[Pls let’s not call it #austerity. Bosses & bankers use such terms to blow sand in our eyes. Austerity is a virtue, this is social carnage!

Italian as well, same stupid word. Next step: calling police brutality “police righteousness”.

The #world is mired in turmoil, #greece in quote #austerity, and English in doublespeak!

some tweets /via @Wu_Ming_Foundt]

mentre in piazza Syntagma i manifestanti sono stati gassati per ore, con centinaia di feriti. Gas che arrivano pure in Val di Susa, dove son convinti che si possa militarizzare un territorio per 20 anni e annichilire una popolazione consapevole e combattiva. Le acampadas spagnole continuano, si marcia verso il congresso. Ultimi report da twitter:

Llegando a Banco de España, cantando “vuestra crisis no la pagamos”, cada vez somos más. #grecianoestasola

Más de mil personas, mani espontánea bajando por c/ Alcalá, “Grecia escucha, estamos en tu lucha”

La concentración #grecianoestasola en Sol deviene en manifestación: “eso eso eso, vamos al Congreso”.

via @acampadasol

Ovviamente le notizie in tempo reale si continuano a seguire su twitter. In Italia la speranza e` la Val Susa, e domenica 3 luglio ci sara` una manifestazione nazionale. Poi c’e` anche il fronte napoletano, abbastanza caldo, dove seguendo il discorso che fa Luca su Giap si sta sperimentando la Grecia (Napoli e` la Grecia che gia` siamo (Una guerra civile per gli anni Dieci))

E ribadisco che tutte sono la stessa lotta. Se vi dicessero che domani vendiamo il Colosseo? Improbabile? La Grecia vendera` il Partenone e qualche isola, in altri paesi e` gia` stato fatto. Il nostro di dietro e` gia` stato esternalizzato da mo` e non ci resta che piangere. E come dice sempre Luca nei commenti “E poi dice che uno si butta a sinistra”.

Gia`, e poi devo leggere che la #notav per esempio e` al di la` di destra e sinistra (chi ha orecchie per intendere commenti pure :P) ed in fondo anche il non partito col non statuto e il non leader merita il nostro non voto (questa e` di potapotayaki sul forum, geniale!)

Insomma, qui c’e` in ballo il nostro futuro e sembriamo arretrati, ma in realta` i focolai ci sono, ma mai abbastanza forse.

Nel frattempo mi son presa la briga di contare le scosse di terremoto nella provincia di Messina nel mese di giugno: 61 nel sito dell’INGV anche se la maggior parte nella seconda meta` del mese. E ancora c’e` domani. Commentavo amaramente che forse qualcuno pensa che il ponte possa fare da puntaspilli. A proposito, la rete no ponte ovviamente sara` in Val Susa, ogni tanto qualcuna la imbroccano pure loro!

Chiudo con un tweet che ricompare spesso oggi nella mia TL, a causa dei RT, tremendamente vero:

@umairh: You too are in Syntagma Square. You just don’t know it yet.

Ps. Geniale campagna Greenpeace contro il Lato Oscuro della volkswagen: Enjoy!

 

[EDIT] Bell’articolo della Revist Amauta appena arrivato via twitter: En estas últimas semanas, hemos asistido a una recuperación de la confianza colectiva en la capacidad de cambiar las cosas. Años de derrotas y retrocesos y la falta de victorias que mostraran la utilidad de la movilización han pesado como una losa en la lenta reacción ante la crisis. Pero las revoluciones en el mundo árabe y, también, la victoria contra banqueros y gobernantes en Islandia han transmitido un mensaje muy claro: “Sí, se puede”.