Egitto 5 Italia 0

Qualche post fa scrivevo che la Tunisia batteva l’Italia. In un campionato civile l’Italia sarebbe ultima non solo tra le nazioni europee ma anche nel bacino mediterraneo. Sappiamo tutti ormai cosa sta accadendo in Egitto. Spiega perfettamente Masi in diretta telefonica a Parla con me: ”Cacciano addirittura Mubarak per questa storia della nipote. Mi pare esagerato

Tornando seri, se si fa il confronto tra Italia ed Egitto c’e` da piangere. Li` sono in piazza dal 25 gennaio, e non accennano a mollare finche` lo zio di Ruby non se ne sara` andato. Qua da noi le manifestazioni sono tante e confuse. Ieri per esempio s’e` fatta la piazzata ad Arcore, ottenendo nulla come sempre. Per avere un report da chi c’e` stato consiglio la tragedia e la farsa… in piazza, segnalato dai Wu Ming su twitter. Per spiegare in una battuta come stiamo messi basta un tweet letto ieri, di @trecarte (che ha risposto all’appello, perche` non lo trovavo piu`):

In #egitto tirano pietre.. Noi.. mutande.. Ad ognuno il suo..

Sono previste diverse mobilitazioni, ma non stiamo poi cosi` male da essere disperati. Quindi continuiamo ad accettare. Qua ci tengono in vita artificialmente mentre dovremmo essere falliti da un pezzo. E noi, rassicurati da chi sta peggio, c’e` sempre chi sta peggio, andiamo avanti pensando di avere qualcosa da perdere, qualcosa di importante. Ma quello che di importante avevamo da perdere, l’abbiamo gia` perso. La dignita`.

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Italia, diciannovesimo secolo

L’accordo è passato… 54%, il ricatto ha funzionato, sembra. E si ridisegnano le relazioni industriali in Italia. Beninteso, non è stato uno stravolgimento immediato e repentino, è il risultato di anni di erosione di diritti. C’è però in Mirafiori un simbolo delle lotte sindacali, un simbolo che oggi riflette clamorosamente l’inversione di tendenza. Mentre il bunga bunga torna alla ribalta sulla scena politica, il vero bunga bunga lo stanno facendo i padroni a tutti noi, al nostro futuro, a noi giovani e ai nostri figli. Penserei di allargare la categoria di pedofilo. Non solo Nanochet, ma tutti coloro che comandano o rientrano nei gangli del potere, dai Marchionne ai sindacati compiacenti (più i collari bianchi, leggo da Spinoza) che stanno violentando le future generazioni. Ci saranno conseguenze, ci sono già, si amplieranno. Se il settore industriale che dovrebbe essere il più morto nel XXI secolo, dato che è incapace di innovare e stare al passo coi tempi (lo chiamavano progresso… il motore a scoppio!) è capace di dettare la linea in maniera così antisociale, dovremmo capire immediatamente come stiamo messi male. Questi sono anche i risultati della resa della sinistra al liberismo globale, resa che è risalente nel tempo (guardavo di straforo un filmato su Current l’altro giorno, Qualcuno era comunista, Telese parlava del passaggio dal PCI ai DS, sembra secoli fa!) e che emerge ogni giorno di più, ad ogni bruciante ferita al cuore del sistema di diritti faticosamente raggiunto con tante, tantissime lotte, quanto sia fatale quella resa. E abbiamo bisogno di narrazioni diverse, sguardi obliqui, alternative che destabilizzino questo frame imperante. Prendo spunto, come accade spesso, da Giap (a onor del vero il video è stato diffuso prima su Twitter da @SleepingCreep, cui va un sentito grazie)

A proposito della resa della c.d. sinistra, per chi ha FB [pic] Posizione del PD sulla FIAT.

Ce ne sarebbe da dire. In rete si trova tantissimo, per fortuna. Consiglio Militant blog che spiega bene le conseguenze dell’accordo (tra l’altro sono appena sbarcati su Twitter, benvenuti!). Per il resto, bisogna considerare che comunque l’accordo, nonostante tutto, nonostante i ricatti, ha vinto per poco. Molto poco rispetto alle previsioni.

E ricordatevi che Tunisia 1 – Italia 0. Lì il capo dello stato è fuggito. I giovani sono in rivolta e il paese è in subbuglio. Le lotte sono tante e sono una. Noi siamo tunisini e i greci sono italiani. Rise up.