Com’è andato il 2020 qui?

I-Sensi-della-poesia-la-scritturaFine anno e tempo di bilanci, quest’anno penso sia giusto farne uno riguardo il mio stare in rete, il blog e la scrittura. Un anno fa maturavo la decisione di uscire da Facebook e Instagram, con lo scopo dichiarato, oltre al disintossicarmi da questi social, di liberare tempo per la lettura e la scrittura. Al blog avevo iniziato a dedicare un tempo maggiore e più costante già a metà 2019 e i primi risultati li avevo esposti in questo post di agosto. Prima di dare i numeri complessivi del 2020 vorrei però partire dalla strada – molta – che ancora devo fare: mi riferisco alla scrittura per me, che ancora arranca, nonostante il taccuino che procede per salti e spesso in via esclusivamente residuale. Per il 2021 vorrei migliorare proprio questo. Come riesco a ritagliare il tempo per leggere e scrivere per il blog, devo farlo un po’ di più per me stessa. Come ho già detto, è terapeutico, e dedicatre tempo a se stessi è in generale importante. Il taccuino ce l’ho da sei mesi quindi avrei potuto decisamente far meglio.

Sul fronte blog restano valide le considerazioni sulla loro utilità e sulla necessità di ritornarci ribadite anche tramite le parole dei Wu Ming nel primo post citato sopra. Il 2020 ha visto un picco di visite: 3795 al momento della pubblicazione di questo post, con 2607 visitatori, un incremento davvero notevole visto che nel 2019 il dato era 909 visite e 741 visitatori. L’anno migliore fino ad ora era stato il 2011, quando in seguito alla migrazione del blog su wordpress da spaces, e presa dall’entusiasmo – era poi davvero un’altra epoca per i blog – avevo pubblicato 31 post e totalizzato 2701 visite (il dato dei visitatori invece è disponibile dal 2012). Ho scritto comunque molto di più: se nel 2019 ho pubblicato 18 post, di cui 16 nella seconda metà dell’anno, quando ho davvero deciso di rimetterci mano, nel 2020 con questo arrivo a quota 54 post mantenendo l’ottima media di un post a settimana. Mi dichiaro quindi ampiamente soddisfatta, e spero di sostenere almeno lo stesso ritmo per l’anno prossimo. Come detto altrove, scrivere dei libri che leggo aiuta a garantire il ritmo ma non solo, mi spinge a riflettere di più e a tenere traccia meglio degli innumerevoli spunti dati dalla lettura, oltre ad essere, infine, un buon esercizio di scrittura.

Mi ero data ad agosto l’obiettivo di scrivere qualcosa tutti i giorni, tocca riproporlo perché ancora non ci sono. Il tempo, se voglio, lo trovo. Quando la quotidianità – e mi riferisco in particolare a quella domestica perché quando lavoro sul treno trovo sempre moolto tempo – mi scoraggia, penso a Shirley Jackson e mi dico che sì, anche io posso (devo, forse?) scrivere per sopravvivere.

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