La legge della notte – Tutti i miei errori – Dennis Lehane

Il tempo si affitta ma non si possiede mai. (TimE)

la legge della notteSe Quello era l’anno è forse il più bello, il più compiuto, Tutti i miei errori è sicuramente il più sofferto, il più doloroso della trilogia. Avevo già letto quest’ultimo ma resami conto di aver saltato il secondo capitolo, come ho già spiegato, ho deciso di ricominciare con ordine. Il protagonista del secondo e del terzo libro non è più Danny Coughlin ma il fratello più piccolo – e “problematico” – Joe, che sceglie di vivere dall’altra parte della barricata, si immagina di essere un fuorilegge, a tratti romantico, mentre diventa un gangster, arrivando a sedere nella commissione di Cosa Nostra. Arriviamo ai tempi di Lucky Luciano, e della seconda guerra mondiale. Il contesto storico in questi due libri resta sullo sfondo, mentre le scelte si Joe, il suo ambiente, i suoi tormenti, forse soprattutto i suoi fantasmi, sono i veri protagonisti. Joe Coughlin non è il classico eroe negativo, sicuramente non è stereotipato, la verità è più complicata di così; come dice Donato Carrisi, Lehane ha la capacità di “trasformare un personaggio in una persona in carne e ossa”. Spesso Joe si ritrova a corto di parole, non sa che dire, o meglio si rende conto che non sempre ci sono le parole: “Joe non disse nulla. Non c’era niente da dire”. Joe si avvicina, o viene avvicinato da Cosa Nostra quando finisce in prigione. Il racconto degli anni in carcere ne La legge della notte, è duro ma efficace.

Questo posto ti toglie ogni speranza. Anche se sei qui da poco, sono sicuro che sei arrivato alla stessa conclusione. (LLdN)

Divora gli uomini. E non li risputa più fuori. (LLdN)

Se al momento di entrare nutrivano qualche illusione sulla decenza del genere umano, la perdevano all’istante. C’erano troppi prigionieri e poche guardie perché il carcere potesse assumere una funzione diversa da quella che aveva: anzitutto una discarica, e poi un banco di prova, per animali. Se ci entravi uomo, ne uscivi bestia. E se ci entravi già animale, dentro non facevi che affinare le tue doti. (LLdN)

la legge della notte filmNel film tratto dal film, diretto e con protagonista Ben Affleck, gli anni della prigione vengono praticamente saltati, l’incontro con Maso Pescatore avviene fuori e quest’ultimo non è quindi mai stato incarcerato. Il film non è male ma è ovviamente una riduzione del libro, e Ben Affleck come regista sarà bravo però come attore non mi è mai piaciuto.

Il tema del carcere mi preme molto per diversi motivi e la resa che ne dà Lehane, per quanto possa sembrare scenica, è terribilmente attuale. Da noi manca una riflessione seria collettiva, e putroppo spesso ci distinguiamo per essere manettari senza rifletterci neanche un po’ sopra, su cosa comporta la privazione della libertà, salvo lamentarsi di un breve periodo di “lockdown”. Qualche spunto potrebbe darlo questo testo di Cesare Battisti, giusto per mollare un po’ la nostra zona di comfort e pensare seriamente al tema. Ma ho divagato…

Uscito di prigione comunque, Joe diventa un capo in Florida e aiuta anche i cubani ad armarsi per la rivoluzione, seguendo un percorso anomalo ma che nonostante i rischi, grazie alla sua sfrontatezza gli frutta ancora successo. Più avanti la collaborazione della mafia col regime di Batista non desterà alcun dubbio morale, a riprova dell’essenza di anti-eroe del protagonista.

L’inerzia umana, quella resistenza al cambiamento di cui avevamo letto nel primo capitolo torna anche qua:

Il mondo può cambiare, ma la gente no, la gente resta sempre più o meno uguale. (LLdN)

Tutti crediamo alle menzogne che ci danno più conforto della verità. (LLdN)

Non ho sottolineato moltissimo durante la lettura, però rileggendo quelle parole sono tutte importanti e memorabili a loro modo.

La certezza. È la menzogna più meravigliosa di tutte. (LLdN)

Mentre aspettava nel buio di quello che immaginava dovesse essere il ristorante del secondo piano, gli venne in mente che le persone erano come torce elettriche: irradiavano luce, si affievolivano, tremolavano e si spegnevano. (LLdN)

“Buffo come funzionava il potere”

tutti i miei erroriIn Tutti i miei errori si chiude la parabola di Joe, indurito dalla vita da gangster e dalle sue conseguenze. Potremmo per certi versi definirlo un romanzo sul potere, viste le ripetute riflessioni in merito che vi compaiono:

Quello che nessuno dice sul potere è che non è mai assoluto; nell’ istante esatto in cui ce l’hai, c’è già qualcuno pronto a togliertelo.

Il potere – o almeno la maggior parte (…) è come la mosca che pensa di essere un falco. Comanda solo su chi accetta di chiamarla falco anche se è una mosca, tigre anche se è un gatto, re anche se è un uomo.

In tutta la vita c’era una cosa che aveva imparato sul potere: quelli che lo perdevano di solito non se ne rendevano conto finché non era irrimediabilmente svanito.

Qui ritorna anche l’idea secondo cui le persone non cambiano: “i tempi cambiano, gli sussurrò la voce. Gli uomini no”.

Come già detto, non c’è lo stesso sguardo ampio sul contesto che aveva caratterizzato Quello era l’anno, ma il restringimento visuale non impedisce di far emergere qua e là le stesse tematiche, così come lo sfondo storico che ogni tanto si riaffaccia, pur nel susseguirsi spesso concitato della vicenda, fino alla conclusione, amara ma necessaria, un po’ come la vita.

“Per quanto mi riguarda, l’unica differenza che c’è tra un ladro e un banchiere è solo il titolo di studio”. Lei scosse la testa “i banchieri non si sparano addosso per strada, Joe”. “Perché a loro non piacciono i vestiti sgualciti, Vanessa. Il fatto che facciano porcherie con una penna non li rende più puliti”.

L’ultimo capitolo del libro si intitola Orfani, ed è indicativo del riallacciarsi dei fili tra l’epilogo e il primo volume, in cui il rapporto tra Joe e il padre era venuto alla luce per la prima volta. Joe cerca disperatamente di essere migliore del suo modello eppure la vita che si è scelto difficilmente potrebbe renderlo un padre migliore. In conclusione la lettura dei libri di Lehane è sempre un’attività piacevole, da lettrice e non solo, perché la bella scrittura è di ispirazione anche per chi ama scrivere, per cui non smetto mai di consigliare di leggere questo autore!

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