A che punto siamo, segnalazioni e consigli di lettura

Sono passati 11 giorni da quando ho iniziato a lavorare per cancellarmi da Facebook, come ho spiegato qui e qui. Siccome ancora non ho terminato, ho pensato di aggiornare per fare un po’ il punto della situazione e intanto segnalare ciò che ho letto in questi giorni e ritengo interessante sul tema. Nel mondo reale intanto ho iniziato a leggere Il capitalismo della sorveglianza di Shoshana Zuboff a cui già avevo accennato. Per quanto riguarda la cancellazione dei dati, sto procedendo senza più plugin esterni, tramite la gestione dei post. Si cancellano i post da me scritti, i link, e e i tag, che devo rimuovere a parte ma si può lavorare sempre in blocchi di 50 post e quindi si procede discretamente bene. Se ci lavorassi tutto il giorno avrei sicuramente terminato, ma ovviamente ho anche una vita da vivere, uno dei motivi tra l’altro per cui sto uscendo da lì, e quindi quando posso ci dedico un po’ di tempo. Al momento ho cancellato i post dal 2009, anno di iscrizione, al 2017 e sto lavorando al 2018. Il problema di questo metodo è che non si può agire sui mi piace dati alle pagine, quindi dovrò scegliere se farlo successivamente manualmente o lasciar perdere. Per quanto riguarda la cancellazione degli amici, ho provato manualmente ma il mio account ha alcune funzioni bloccate, non so se per i tentativi di uso di risorse esterne o per segnalazione di altri, cosa che dubito visto che posso postare tranquillamente, e a quanto pare mi impedisce solo di rimuovere gli amici.

Ma andiamo alle segnalazioni: a parte una *postilla* al doppio post dei Wu Ming che è stata pubblicata come post per comodità data la lunghezza e anche l’argomento, consiglio l’ottima lettura su Doppiozero, molto interessante anche se come fa notare Yamunin sul suo blog manca la parte sul “Che fare?”. Il post di Yamunin è interessante pur nella sua brevità anche perché da chiare definizioni di Gamification e FOMO, due concetti chiave da inquadrare nel discorso:

sia la Gamification (ovvero tutte le tecniche di marketing mutuate dai giochi affinché si torni compulsivamente e volontariamente a controllare la time line, ad esempio) che la FOMO (l’ansia di essere tagliati fuori) vanno a condizionare fortemente il nostro modo di vivere e di interagire con gli altri.

Necessaria anche nell’inquietudine che mette l’inchiesta del New York Times sulla pervasività della geolocalizzazione inserita in una miriade di app che abbiamo sul telefono. Da ultimo ho letto un importante e utilissimo Toot su Mastodon riguardante il “DeGoogle”, un movimento che si spera diventi dirompente e del quale vorrei essere parte, perché ritengo anch’io necessario al di là anche di questioni etiche e politiche, tirarsi fuori da questa monodipendenza con i rischi che comporta e che spiega bene Kyle Piira.

Ps. A proposito di Mastodon, che boccata d’ossigeno essere lì dentro piuttosto che altrove (Twitter o Facebook) dopo la dipartita del revisionista Giampaolo Pansa, lontana dai coccodrilli vili, tristi e inutilmente apologetici verso una figura che ha terribilmente contribuito ad infangare la memoria della Resistenza con operazioni commerciali/editoriali di dubbio gusto.  Visto che è giornata di segnalazioni, sul tema consiglio di leggere le parole del gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki e Luca Casarotti per Jacobin Italia.

3 pensieri su “A che punto siamo, segnalazioni e consigli di lettura

  1. Uno degli aspetti più belli di Mastodon è quello di avere numerose realtà e identità, tutte unite singolarmente ma comunque in federazione, tra cui scegliere liberamente senza gettarsi in un unico mondo centralizzato. Finora mi ci trovo bene perché viene meno proprio quella caratteristica di “quieto vivere” che spesso blocca una buona discussione, o la rivelazione più costruttiva.

    • Dev’essere vero, anche se tecnicamente non ho ancora ben capito come è costruito, del resto sono abbastanza ignorante di questioni tecniche. Comunque mi ci trovo molto bene, si tratta ora di allargare la/le comunità con criterio, senza appunto centralizzazioni.

      • È possibile solo se c’è la volontà di farlo da ambo i lati. L’unico difetto per ora è che un nuovo tipo di social non implica un nuovo tipo di utenza, se questa non si distacca dalla tossicità twitteriana o dalla FOMO facebookiana.

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