La gente

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Copertina del libro, edito da minimum fax

Il libro di Leonardo Bianchi è un viaggio drammaticamente accurato, a tratti desolante ma necessario, nell’Italia di oggi e sicuramente ci aiuta a capire come siamo arrivati a questo punto, a un passo dal governo penta-leghista. Si parte dalla nascita del mito della Casta, con l’uscita del libro dei giornalisti Rizzo e Stella, che ha superato nelle conseguenze le intenzioni degli autori, generando anche un filone di testi dedicati alle mille caste del nostro paese, e si passa per il “più improbabile movimento di protesta dell’Italia repubblicana” il #9dicembre, tra forconi e figuri destri che falliscono l’appuntamento con la rivoluzione (!)… ve li ricordate quando dovevano circondare il parlamento e forse con la forza del pensiero, boh, mandare tutti a casa? Si prosegue e dalla guerra alla casta si passa al cittadino indignato che si voleva prendere le periferie romane, a quello di Gorino, il paese più assurdamente nimby d’Italia, che ha alzato le barricate pur di non accogliere 12 donne, di cui una incinta, e tristemente ci è riuscito, fino a Stacchio che suo malgrado è assurto ad eroe della gente, tirato per la giacchetta anche da quelli che forse, se gli conviene, ci vorrebbero governare subito, aspiranti a creare un novello Far West. Si arriva alla crociata contro la fantomatica “ideologia gender“, una pantomima che solo da noi poteva avere un seguito così, così, come posso dire? In piedi? Del resto nel Belpaese anche le teorie del complotto sono diffusissime e ce n’è per tutti i gusti. L’analisi di questi fenomeni, la vista delle numerose pagine fasciste, il proliferare ed il successo di siti che diffondono bufale prevalentemente razziste solo per raccogliere click e guadagnarci, a me sembrano la conferma della correlazione tra fascismo e stupidità. Il libro verso la fine si occupa anche del triste caso della campagna per il Sì al referendum, quella della solenne batosta presa da Renzi (ogni tanto una gioia). Batosta presa nonostante l’occupazione militare e la conseguente trasformazione di diverse pagine “buongiorniste”. Renzi prima e dopo il referendum si è buttato sul gentismo, anzi a ben vedere la sua figura racchiude diversi tratti della specie sin dalla sua comparsa sulle scene nazionali. In sintesi, c’è una galassia di minchiate che quotidianamente domina lo spazio web, in larga misura Facebook, e questo nella vita “reale” ha spiacevoli conseguenze, da ultimo l’ascesa dei Salvini e dei Di Maio che non a caso vivono, soprattutto il primo, nelle dirette sul social. Finché uno varrà zero e la gente trionferà, viene da pensare.

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La gente commenta uno sbarco di migranti a Messina, schermata fotografata ieri.

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