Non siamo poveri?

Lo stato sociale non sta bene, si dice sia stata l’austerità, o anche quelle regole imposte dalla miope versione europea del neoliberismo che invece di avvicinare le economie nazionali le hanno addirittura allontanate. Il nostro rapporto debito/PIL al 2016 è al 131,6% alla faccia dei sacrifici. La disoccupazione è in media quasi il doppio del livello pre-crisi (taceforbice rischio povertàndo le differenze tra le diverse macro-aree, così determinanti) mentre la pressione fiscale non ha corrispettivo nei servizi che riceviamo. Infatti il costo della spesa sociale sul PIL è solo all’11,9% e allo stesso tempo i dati su rischio povertà ed esclusione sociale sono allarmanti. Il 30% della popolazione, si trova in una delle condizioni previste dall’indicatore di rischio povertà ed esclusione, in termini assoluti un aumento in dieci anni da 15 a 18 milioni di persone. E parliamo a livello nazionale, perché al Sud, ed in particolare in Sicilia, Campania e Calabria riguarda una persona su due, come si può vedere nella tabella sottostante:

tabella rischio povertà regioniI dati e le immagini riportati derivano da uno studio della CGIA di Mestre pubblicato da pochi giorni, e passato come è ovvio sotto silenzio  nel dibattito convulso di questi giorni sulle cariche da eleggere e sui governi da far nascere. Eppure si tratterebbe di argomenti essenziali dal punto di vista politico perché parte tutto da lì, dalla condizione materiale delle persone, che elaborano risposte, anche le più svariate e contraddittorie di fronte ad un impoverimento generalizzato e che sembra sia invisibile o inesistente nella vulgata pubblica. E poi non ci si può stupire se elettoralmente le cose hanno preso la piega che tutti sappiamo. Forse non è chiaro però cosa vuol dire essere a rischio povertà o esclusione sociale, perché noi siamo convinti di stare bene ed essere privilegiati, e in fondo ancora lo siamo, ma leggete qui sotto come si ricava questo indicatore e pensate a tutto ciò che è intorno a voi, i vostri vicini, i parenti, gli amici, e ancora, rifletteteci su.

indicatore rischio povertà

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