Spettatori di fronte alla Storia

Come dice bene @Acasy su twitter:

Intanto, rivolte pure in marocco. Siamo di fronte alla storia.

Eh si. Noi pero` siamo solo spettatori passivi. Ci indignamo a targhe alterne per gli scandaletti banali di un regime in decadenza, e assistiamo tra impotenza e invidia alle rivolte del Mediterraneo e del Medio Oriente. Avessimo un decimo della loro dignita`, non staremmo qua a perdere ore di fronte al classicissimo circo musicale (pare abbia vinto Vecchioni, ma ne so qualcosa giusto tramite Twitter)

In Libia Gheddafi sta facendo letteralmente una strage e il nostro capocomico non sa dire altro che “non voglio disturbarlo“. Io piu` modestamente penso che se Gheddafi ricevesse una telefonata di Berlusconi si gratterebbe i ministri della difesa.  Ah, ma poi oggi e` domenica e c’e` il campionato, quindi magari ci pensiamo domani. Mentre noi ci crogioliamo nelle nostre ridicolaggini, e Wikileaks conferma cio` che dovremmo capire da soli, chi comanda davvero e` preoccupato delle rivolte in Medio Oriente. La BCE, che non rappresenta nessuno, vorrei ricordarlo, afferma che le proteste sono un rischio per l’economia. Classico lancio d’agenzia che sembra perdersi nel vuoto, ignorato dai piu`, ma che in realta` e` fondamentale. Lo riporto per intero:

Bce: proteste in MO rischio per economia

Trichet: ridurre deficit, aumento salari sarebbe ultimo errore

20 febbraio, 14:11

Bce: proteste in MO rischio per economia (ANSA) – ROMA, 20 FEB – Le proteste nei paesi arabi possono rappresentare rischi per l’economia globale. Lo ha detto il presidente della Bce, Jean Claude Trichet. Per Trichet e’ necessario ridurre i deficit pubblici e non aumentare i salari, sarebbe ‘l’ultimo errore’ in Europa per la lotta contro la disoccupazione. Il taglio del deficit e’ essenziale per creare posti di lavoro e per i risparmiatori, spiega Trichet sollecitando il Portogallo e gli altri Paesi Ue a rispettare gli impegni presi sul debito pubblico.

Quindi, protestare fa male all’economia. Maddai? O che forse quelle proteste derivano anche, oltre che dai regimi sanguinari, dalle condizioni sociali cui sono sottoposti milioni di cittadini per colpa di QUESTA ECONOMIA che Trichet difende (gli da il pane, del resto). Che poi, la ricetta e` sempre la stessa. Ridurre il deficit e la spesa pubblica. Sia mai, aumentare i salari. Alle fine ho sottolineato i destinatari del messaggio del presidente della Bce. In primis il Portogallo, ma seguito a ruota da noi, tra gli altri. Eh si, perche` siamo noi, dopo Grecia e Irlanda, ad essere a rischio. Ma a rischio di cosa? Di sforare i parametri europei, e quindi di dimostrare, probabilmente, che tutta l’impalcatura economica continentale, con la sua apparente austerita`, non possa essere l’unica via. Pericoloso. Ho sempre davanti il messaggi dei nostri fratelli greci. Mi rimbomba nella testa. E penso che potrebbe essere troppo tardi. Ma per noi forse e` semplicemente mai.

 

 

[Edit] Articolo di Internazionale, una firma israeliana, forse non abbastanza estrema ma comunque significativa:

Ora l’Egitto ha osato “turbare la quiete pubblica”. La gente, che ne aveva abbastanza del governo corrotto e dei suoi metodi autoritari, è scesa in piazza. È quello che chiamiamo una rivolta. Il mondo occidentale, Israele compreso, è preoccupato per il grande pericolo che la stabilità del Medio Oriente sia scossa. Io dico che la stabilità deve essere scossa. La stabilità di questa regione – l’unica cosa che interessa agli occidentali e agli israeliani – non significa nient’altro che mantenere lo status quo.

 

E qui un altro articolo pubblicato inizialmente su Le Monde.

 

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