Si fa fatica a star dietro a tutto quello che accade intorno alla vicenda #rogodilibri.. molti incoraggianti segnali intasano la rete e, speriamo, intaseranno anche le strade. Sin dal principio comunque ci si e` mossi su entrambi i fronti. Nel mio piccolo ho contribuito alla creazione di strumenti di aggregazione virtuale per la diffusione delle notizie, ma questo non dev’essere un alibi per fermarsi al primo (o al centesimo, e` uguale) click.

Cosa accade?

Su Giap, Carmilla, Rogodilibri si possono trovare tutte le informazioni del caso, in continuo aggiornamento.

Come gruppi ci sono:

Goodreads: http://www.goodreads.com/group/show/42677.Contro_la_censura_di_libri

Anobii: http://www.anobii.com/groups/01a8bd9440bc4af657/

Facebook: http://www.facebook.com/#!/home.php?sk=group_194244440592200&ap=1

Su twitter si puo` seguire agevolmente tramite l’hashtag #rogodilibri. Utenti consigliati sono @Wu_Ming_Foundt, @jumpinshark, @abcdeeffe, @Finzioni, @librisulibri.

Ultime importanti, in ordine sparso:

Mazzetta: Alla faccia del giorno della memoria e del #rogodilibri

Su Carmilla, Scrittori contro il #rogodilibri

Siccome che, collage di copertine di libri da usare come si vuole, grazie a blockmianotes /via @jumpinshark.

La vicenda di Saviano, i cui libri sono spariti dalla biblioteca di Preganziol, e` antecedente alla bufera Speranzon/Donazzan, ma procede oggi parallela la battaglia contro la censura. Domani infatti ci saranno lettori e scrittori davanti alla biblioteca di Preganziol con Costituzione e libri di Saviano in mano! Ps. ecco perche` quando scrivo un post non devo avere fretta e devo dilungarmi… appena letto su twitter:

Domani a Preganziol inviati di El Pais e Le Monde Diplomatique #rogodilibri /via @Wu_Ming_Foundt

Questo mi ricorda anche che i nostri mezzi d’informazione coprono poco e male la vicenda, mentre dall’estero, come spesso accade, danno altra e alta attenzione a certe vicende. Senza dimenticare poi che nel bel mezzo della crisi sta esplodendo la protesta in tutto il mediterraneo, mentre l’Italia affonda dietro un vecchio dal culo flaccido (cit. Nicole Minetti). Tutto si tiene, e` bene ricordarlo, e quindi tutto dovrebbe cedere quasi simultaneamente, o no?

I book bloc sono stati piu` profetici di quanto potessero pensare…

~~~ Il seguente sfogo e` puramente personale. C’entra relativamente con la questione, le notizie importanti per il momento sono concluse. Leggete solo se morbosamente curiosi o nullafacenti. ~~~

Il libro per me e` sempre stato sacro, qualsiasi libro. Quando ero ancora bambina la mia mamma mi dava qualcosa che potessi sfogliare e guardare, se non ancora leggere, e conoscere la magia delle lettere che si trasformano in parole e poi in frasi, pensieri, idee e mondi interi. Sono cresciuta tra i libri, e oggi i libri mi avvicinano ancora a lei, non piu` vicina a me da ormai 7 anni. Proprio in questo ultimo mese ho preso in mano It e l’ho letto ricordando sempre quando lo guardavo con timore quasi reverenziale, sulla lavatrice, con il segnalibro che si muoveva veloce, di giorno in giorno. Il giorno della memoria per me e` un giorno doppiamente straziante, per me come essere umano e per me come figlia. Il libro per me e` qualcosa che mi appartiene, fa parte della mia famiglia, oserei dire della mia essenza. Devo difendere il libro, ogni libro, per me e per lei. In fondo, per tutti.

Loro vorrebbero bandirli? Bruciarli? Noi esponiamoli… (via Quaderno di un bibliotecario)

Aggiornamenti, prendo in prestito!

Loro vorrebbero bandirli? Bruciarli? Noi esponiamoli... E' di questi giorni una polemica libraria (furiosa?) attorno al caso di Cesare Battisti. Se volete leggere la storia e farvi una vostra opinione vi rinvio a questo link assai esauriente: http://www.carmillaonline.com/archives/2011/01/003755.html oppure a quest'altro: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2572 Breve sintesi (per i pigri del m … Read More

via Quaderno di un bibliotecario

Contro i roghi di libri

E’ da diffondere in ogni dove, secondo me, la notizia e tutte le iniziative di contrasto, che dovrebbero essere numerose. Contro il fascismo del XXI secolo, quello leghista, quello della stupidità. Un fascismo che è terribilmente vecchio e che vergognosamente risorge. Condivido appieno il punto di vista dei Wu Ming, non si possono sottovalutare certe iniziative perché stupide, soprattutto oggi che la stupidità è al potere in ogni dove.

Da Venezia partono i roghi di libri. Vogliamo fare qualcosa? | Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming.

Italia, diciannovesimo secolo

L’accordo è passato… 54%, il ricatto ha funzionato, sembra. E si ridisegnano le relazioni industriali in Italia. Beninteso, non è stato uno stravolgimento immediato e repentino, è il risultato di anni di erosione di diritti. C’è però in Mirafiori un simbolo delle lotte sindacali, un simbolo che oggi riflette clamorosamente l’inversione di tendenza. Mentre il bunga bunga torna alla ribalta sulla scena politica, il vero bunga bunga lo stanno facendo i padroni a tutti noi, al nostro futuro, a noi giovani e ai nostri figli. Penserei di allargare la categoria di pedofilo. Non solo Nanochet, ma tutti coloro che comandano o rientrano nei gangli del potere, dai Marchionne ai sindacati compiacenti (più i collari bianchi, leggo da Spinoza) che stanno violentando le future generazioni. Ci saranno conseguenze, ci sono già, si amplieranno. Se il settore industriale che dovrebbe essere il più morto nel XXI secolo, dato che è incapace di innovare e stare al passo coi tempi (lo chiamavano progresso… il motore a scoppio!) è capace di dettare la linea in maniera così antisociale, dovremmo capire immediatamente come stiamo messi male. Questi sono anche i risultati della resa della sinistra al liberismo globale, resa che è risalente nel tempo (guardavo di straforo un filmato su Current l’altro giorno, Qualcuno era comunista, Telese parlava del passaggio dal PCI ai DS, sembra secoli fa!) e che emerge ogni giorno di più, ad ogni bruciante ferita al cuore del sistema di diritti faticosamente raggiunto con tante, tantissime lotte, quanto sia fatale quella resa. E abbiamo bisogno di narrazioni diverse, sguardi obliqui, alternative che destabilizzino questo frame imperante. Prendo spunto, come accade spesso, da Giap (a onor del vero il video è stato diffuso prima su Twitter da @SleepingCreep, cui va un sentito grazie)

A proposito della resa della c.d. sinistra, per chi ha FB [pic] Posizione del PD sulla FIAT.

Ce ne sarebbe da dire. In rete si trova tantissimo, per fortuna. Consiglio Militant blog che spiega bene le conseguenze dell’accordo (tra l’altro sono appena sbarcati su Twitter, benvenuti!). Per il resto, bisogna considerare che comunque l’accordo, nonostante tutto, nonostante i ricatti, ha vinto per poco. Molto poco rispetto alle previsioni.

E ricordatevi che Tunisia 1 – Italia 0. Lì il capo dello stato è fuggito. I giovani sono in rivolta e il paese è in subbuglio. Le lotte sono tante e sono una. Noi siamo tunisini e i greci sono italiani. Rise up.

Idiosincrasie

Il mio post sulle rivolte ha avuto scarso successo, mentre quello su Goodreads vs Anobii è stato più seguito. Come mai? C’è bisogno di consigli pratici piuttosto che di discussioni “teoriche”, per quanto pratiche in realtà siano? Non so, ma io tengo duro e resisto. La discussione su Giap continua a procedere tra nuovi spunti e piccoli incidenti di percorso, e mi sembra sempre interessante. Dal commento che cito qui sopra prendo due link:

– Alain Bertho, blog in francese (Luisa mi aiuterà) che analizza e aggiorna costantemente sulle rivolte in tutto il Mediterraneo, non solo dal nostro fronte;

– un principio di analisi sulle rivolte del Mediterraneo, su uniriot.

Inoltre, da twitter recupero un articolo su 11 motivi per gli attivisti per essere ottimisti nel 2011, in cui si elencano i sommovimenti in atto in Canada.

C’è un filo rosso che lega tutto, un filo che non riusciamo a vedere, ma il nostro compito è proprio quello di scoprirlo, sollevarlo e seguirlo, perché tutto non sia vano, e perché ci sia questo cambiamento, e che sia sistemico (“system change, not climate change” si legge nell’ultimo articolo). Insomma io continuo a cercare il filo, e le incursioni nel mondo web sono collaterali. Importanti ma secondarie. Stay tuned.

Good reads – a grande richiesta

Anobii è uno dei social network che preferisco, anche se non riesco mai ad usarlo quanto vorrei… eppure ultimamente ho letto in giro che il sito aveva problemi. Davvero? L’ho riscontrato direttamente quando per giorni non sono riuscita ad accedere alla mia libreria per aggiornarla, lasciando in sospeso libri da leggere e in lettura… problemi temporanei? Dalle voci su internet pare di no. Pare che la questione sia più seria. E’ iniziata così, con amarezza, la ricerca di buoni sostituti, anche in Italia.

Quel che sembra un’ottima alternativa è Goodreads ma il problema per i tantissimi utenti di Anobii è non perdere il prezioso lavoro di catalogazione già fatto in precedenza (inserire un sacco di libri manuallmente è una soffisfazione che costa fatica, l’ho fatto la prima volta su Anobii ma non credo avrei il coraggio di ricominciare da capo). Come fare allora? Ci soccorre @jumpinshark in questo (ringraziatelo!) in questo post.

Seguendo l’eccellente guida ieri mi sono messa a fare il trasloco. Ovviamente Anobii non l’ho chiuso, per il momento è prevista una pacifica coesistenza, in futuro si vedrà. Ho perso non più di 10 minuti a far tutto, e anche se non è perfetto, è sempre perfettibile. Per esempio, la metà dei miei libri non è stata riconosciuta. Poco male, molti erano fumetti che avevo inserito senza pensare di fare un account separato (cosa che mi sembra molto più corretta) e per gli altri c’è sempre speranza. Infatti il file .csv può essere ricaricato successivamente per verificare se altri libri sono stati aggiunti. Quel che bisogna ricordare infatti è che per qualsiasi social network il più della forza è costituita dagli utenti. Anobii era ottimo più che per la piattaforma (visti i disagi sempre più frequenti) per l’enorme quantità di utenti che lo arricchivano – ne parlo al passato, brutto segno. Credo quindi che se il trasloco avverrà in massa, così come è al momento prevedibile, Goodreads sarà all’altezza di Anobii e forse anche meglio.

E’ giunto il momento di scrivere le prime impressioni. A parte i problemi con le date che @jumpinshark spiega (ma continuate a seguirlo perché il post sarà aggiornato) e i libri non riconosciuti, l’impressione iniziale è stata positiva. Ho collegato twitter e facebook e ho messo in lettura It (letture per le vacanze, rilassanti XD). A questo punto ho scoperto la prima figata (sperando ce ne siano altre!): si può aggiornare lo status del libro inserendo il numero di pagina a cui si è arrivati, e appena ho cliccato sul libro ho visto quanta gente lo sta leggendo e a che punto è arrivata! Si può anche scegliere l’obiettivo di lettura per l’anno corrente, io ho messo 100 libri ma è più un sogno che altro, visto i mesi che mi aspettano).

Ancora il sito è da esplorare con calma, e credo che riuscirò a conoscerlo bene solo col tempo e la frequentazione. Intanto, auspico che molti si iscrivano così da arricchire la community. Spargete la voce, provate goodreads e ringraziate @jumpinshark!!!

Rivoltando

E’ arrivato il 2011, e quello che ci aspetta non sembra nulla di positivo, forse. In realtà i sintomi di un risveglio ci sono tutti, ma chissà cosa accadrà. La crisi si sta rivelando profonda e sistemica, ormai lo ammettono quasi tutti. Non è solo economica perché questa mette in luce di riflesso una crisi sociale e politica.

Ci si riempie la bocca di sostenibilità da un pezzo, ma quel che dovrebbe essere evidente oggi è proprio il suo contrario. C’è un problema di insostenibilità, che non è soltanto ambientale. La crisi dell’ambiente forse è la più evidente, ma probabilmente neanche la più sottovalutata. Il sistema, qualcuno nota, è insostenibile dal punto di vista sociale. Con qualche decennio di ritardo si scopre che l’età dell’oro del capitalismo è finita e che il connubio tra produzione capitalistica e benessere sempre crescente (verticalmente ma anche orizzontalmente) è stato solo un miraggio passeggero. Semplicemente, non funziona. Riprendo da un articolo pubblicato proprio oggi su Carmilla, a firma di Valerio Evangelisti:

Uno spettro si aggira per l’Europa e per il mondo: è un errore di calcolo. Non ha niente a che vedere con l’economia propriamente intesa, cioè con la ripartizione delle risorse tra gli appartenenti al genere umano, cercando di far sì che esistano beni per tutti. E’ una follia collettiva che va oltre le atrocità del capitalismo, cioè la versione moderna del rapporto tra padroni e schiavi. Siamo alla servitù delle cifre, si produca o no.

E torna sempre utile riprendere la storica frase di Keynes “In the long run we are all dead”. Morti. A parte la ovvia e naturale conclusione della vita, anche se nelle nostre società in un certo senso logicamente è rimossa, la morte piò essere intesa come termine, e penso proprio che si adatti alla strada verso cui stiamo andando: morte sociale. Ci dicono che è necessario, per mantenere un sistema comunque insostenibile, rendere insostenibili le nostre stesse vite, per andare in ogni caso verso il vuoto. La Fiat fa scuola, e quel che si sta accettando è un segnale, liberi tutti (i “padroni”). Che poi andranno ugualmente dove più gli aggrada, come hanno sempre fatto. Io non credo che sia meglio schiavo che morto di fame, ma per chi preferisce barattare la libertà per il pane, vorrei far notare che quello che si sta scegliendo è di diventare schiavi comunque morti di fame.

Poi bisogna allenare lo “sguardo obliquo” e inquadrare l’Italia nei più ampi contesti, europeo e mondiale ( Pensando alle rivolte del 2011: Tamburi a Genova (nell’anno del decennale) | Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming. Particolarmente interessante, come spesso accade, la discussione che si sviluppa e si amplia nei commenti).

Alla fine dell’articolo di Valerio Evangelisti ho letto un’affermazione che mi sembra scontata, soprattutto oggi, ma son sicura che troppi perbenisti a targhe alterne in giro si scandalizzerebbero:

Ma ricordiamoci anche di un vecchio motto: “Senza la forza la ragion non vale” (Andrea Costa, Avanti!, 1881). Non è un invito al terrorismo, bensì un’esortazione a tenere le piazze con la determinazione del dicembre scorso.

Il tono è smorzato nella conclusione, ma lo accetterei ben volentieri anche senza specificazioni. La violenza è necessaria, piaccia o meno. A me per prima non piace, ma se non ci fosse la violenza non avremmo bisogno di reclamare il diritto usarla oggi per difendere qualcosa che con essa abbiamo ottenuto ieri (diciamo la costituzione, per non abusare della parola democrazia). E’ un circolo vizioso, è la storia dei popoli. (Leggere la “pacifica difesa della violenza”, un volantino apparso durante le manifestazioni del 22 dicembre, non curiosamente a firma Luther Blissett)

Auspico la rivolta? Potrei anche dire di no, ma non sarei credibile. Io a 26 futuro non ne vedo, eppure le possibilità in teoria ce le ho. Molte altre persone stanno peggio di me, dopotutto, e credo nella forza della disperazione. Se sono disposta ad ammetterla per me…

OP (off post?): 10 buoni motivi per non dare assistenza informatica ad amici e parenti

In realtà non sono affatto un tecnico informatico, si adatta di più a , di tecnico. Però ho la (s)fortuna di capirci qualcosa e ciò è deleterio. Ho riso leggendo il post perché è terribilmente vero!