Rise up

Ecco qua, lasciamo perdere le beghe interne, le stronzaggini all’italiana, e pensiamo alle cose serie. Facciamo parte dei PIIGS. Grecia, eliminata. Irlanda, in fase di squalifica, indovinate chi manca all’appello? Eppure la Grecia ci aveva avvertito, il segnale era forte. Ma a noi che ce frega? Mica è tutto collegato… mica abbiamo colpe.

Affonderemo? No ci schianteremo. E farà male. Parecchio. Prima avverrà, meglio sarà per tutti. Ma se continuano a tenere in vita un sistema morto, farà sempre più male. Per questo sistema economico ci vuole l’eutanasia. Peoples of Europe Rise Up!

Questo post lo dedico al mio fratellone, che m’aiuta sempre a focalizzare il punto. =) Grazie giz!

Farsi fregare da un tortellino

C’ho un problema, un’esigenza. Devo sfogarmi. E’ mai possibile che debba sentire in giro la speranza della caduta del tiranno per mano di un fascista? E’ possibile che molte persone, anche intelligenti, tifino per un fascista? Sto parlando del tortellino numero uno, quello scaltro e opportunista, che sta smarcandosi semplicemente perché ha intuito che il momento è giunto. Tutto qui. E c’è chi dice che qualsiasi sia il motivo, ben venga la manovra. Ma dai? Elogi del Fini progressista, che mi tocca sentire. Fini è fascista. Lo è sempre stato, anche se ha opportunamente deluso i cosiddetti nostalgici più e più volte. Dentro di sé dimostra di esserlo, da sempre. Si aggrega al capo, finché gli conviene. Firma leggi imbarazzanti, anzi no, fasciste, e che sono tutt’ora in vigore, ma la gente sembra essersene dimenticata. Lo stiamo legittimando ancora, come si è fatto col Berlusconi 15 anni fa. Qualcuno si alleerà con lui, magari Di Pietro, che tanto questa distanza ideologica tra i due non c’è.

Presto ci troveremo a combattere con  questa nuova destra, e la cosa che temo è che molti ci si butteranno dentro credendo sia moderata. Per me destra e sinistra sono ancora distinguibili, e hanno un senso nella loro contrapposizione, anche se c’è chi lo nega. La macchietta di lunedì durante “Vieni via con me” è stata alquanto ridicola, sia nella forma che nei contenuti. Pd e Fli sono disastrosi. Entrambi. Una bella analisi delle due “liste di valori”* (per me questa espressione equivale ad un ossimoro.. si può mai fare una lista di valori come se fosse la spesa?) neanche a dirlo l’ho trovata stasera su Giap.. Perfettamente condivisibile, la mediocrità di Bersani e l’efficace pochezza di Fini. In chiave comica invece consiglio le parole di Crozza:

Alla fine penso che la crisi di governo, qualsiasi cosa accadrà, è ridicola. Lo è perché in questo momento storico, con la ben più seria crisi economica, solo un pagliaccio come Berlusconi, per di più pressato dai suoi problemi personali, può voler tenere il timone della nave che affonda. Ma chi glielo fa fare alle opposizioni (che ne abbiamo tante ormai, anche se non si oppone nessuno realmente) di imbarcarsi in queste condizioni? Non vorrei azzardare, ma ho la sensazione che la crisi si possa risolvere, all’italiana.

Il mio nemico numero uno comunque, per il momento, è Fini. Non perché Berlusconi sia superato, affatto. E’ che temo ancora di più il berlusconismo senza Berlusconi, e l’intera classe politica ci è dentro, perfettamente. Qualcuno sarà orfano del nemico, qualcun’altro del padrone (ma si ricicleranno presto), qualcuno festeggerà, anch’io penso di stappare una bottiglia, in fondo, anche se so che il giorno dopo oltre il mal di testa avrò un casino di problemi irrisolti, che per di più saranno resi semi invisibili dall’assenza del coagulante principale.

*Dal twitter dei @Wu_Ming_Foundt durante la puntata: Destra vuol dire stare in questura a Genova nei giorni del G8, a dirigere la mattanza per le strade.

Per chiudere, un bellu videu che è entrato nei Trending Topics di Twitter Italia (si ora ci sono pure i nostri!):

C’è dell’Italia nel marcio?

Ero in cerca di stimoli, in questo sabato solitario e silenzioso, e come prevedibile li ho trovati nei soliti Wu Ming. In realtà è un articolo di qualche giorno fa, ma era un po’ di tempo che non bazzicavo su Giap. Davvero interessante, soprattutto considerando che si tratta di una prima parte, quindi il discorso prosegue. Di che parla? Di cause e conseguenze, direi. Berlusconi non è il padre. Sul fatto che il problema non sia lui, condivido, e da tanto, il punto di vista di Wu Ming1. Cadrà il governo? Probabilmente, ma è il dopo a doverci preoccupare. E’ la solita storia del Berlusconi-in-me, quello che si deve realmente combattere. Come dice bene Wu Ming1:

Userò “Berlusconi” per indicare l’Italia attuale, il Paese che ha prodotto il personaggio.
[Sì, sono tra quanti considerano l’attuale premier un prodotto, conseguenza di processi storici di lungo corso, non un satanico “battilocchio” sbucato chissà come da chissà dove.]

Berlusconi è una sineddoche, una metonimia, una metafora. Berlusconi è l’Italia, è il marcio. Devo citare un altro paragrafo intero, perché credo che esprima perfettamente la situazione, o meglio il problema:

Guardiamo Berlusconi. Non gliene potrebbe fregare di meno di atteggiarsi a Padre Severo. Sì, in passato ha attivato il frame della nazione-come-famiglia (le foto insieme ai suoi figli etc.), ma non gliene frega più un cazzo. Nessun equilibrio tra legge e desiderio. Va apertamente a caccia di gnocca, anche di gnocca giovanissima. Bestemmia in pubblico. Racconta senza alcuna vergogna barzellette razziste e sessiste. Più o meno, si presenta al mondo come un vecchio-ma-ancor-giovane satiro. Rifiuta l’invecchiamento. Si è fatto più lifting e trapianti di capelli di qualunque figura pubblica maschile in tutto l’occidente, e ci scherza sopra.
Mezza Italia lo ama non a dispetto di questo, ma proprio per questo, e lui lo sa bene. E’ proprio così che lo vogliono, vogliono sentirlo urlare il suo Discorso. Berlusconi è il re del laissez-faire etico. Di conseguenza, non c’è più legge a parte quelle «ad personam», quindi la situazione è di squilibrio, il desiderio non ha contrappesi.

Che dire? Al di là delle nicchie di resistenza che ci sono sempre state, Berlusconi è stato ed è il modello per buona parte dell’Italia, non sta lì per caso, e neanche solo per il suo infinito potere comunicativo (per non usare il termine mediatico in senso stretto). Molti italiani lo ammirano, lo invidiano, lo emulano. Se ora la barca sta affondando, probabilmente ciò è dovuto allo scorrere del tempo, al susseguirsi di cicli. Infatti diversi lo stanno mollando ora, ma è la solita storia, non c’è nessuna rivoluzione alle porte. E’ come quando vinceva la DC, ma nessuno l’aveva votata. Poi tutti a scoprirsi legalitari o forcaioli, quando la melma ricoprì la prima repubblica, per riciclarsi subito come berlusconiani. Temo che Tomasi di Lampedusa avesse una vista troppo acuta. Berlusconi naufragherà, per colpa sua, dell’anagrafe o della coca non importa, ma quel che resterà saranno le rovine. Rovine che da Pompei si estendono in tutta Italia. E perdendosi di vista il capro espiatorio (perché è vent’anni che s’attribuiscono tutte le colpe a Berlusconi, non facciamo finta di non saperlo) chissà cosa accadrà. Si ricomporranno le macerie, si potrà vedere meglio il quadro generale che oggi sfugge? Chi lo sa. Un’altra citazione:

Naturalmente, Berlusconi è solo la più avanzata antropomorfizzazione di una generale tendenza al godimento distruttivo. Oggigiorno il capitale/Super-ego ci dà un ordine preciso: «Godi!». Non sto dicendo nulla di nuovo, è una situazione ben nota.

Ecco, lo sguardo si dovrebbe spostare da Berlusconi al capitale, una buona volta. Per questo ci serve un’attenzione critica sempre maggiore. Interventi come quelli dei Wu Ming credo possano aiutare a districare le maglie di una questione immensa, che è in fondo la domanda che mi pongo spesso, e che ho utilizzato come titolo di questo post.

News from Bunga bunga Republic

Scusate, so’ sparita… non che qualcuno sentisse la mia mancanza…

Ad ogni modo è tutto ok, m’è mancata la voglia e il tempo di scrivere e si sa come dice l’antica saggezza, meglio tacere e lasciare il dubbio di essere stupidi che parlare…

Che dire? Non vorrei tediarvi con i bunga bunga, anche se la situazione è tragica (ma non seria), siamo solamente sull’orlo del solito abisso, ci vorrebbe solo una bella spintarella (bunga bunga?)

Ma cos’è sto bunga bunga? Essendo me ignorante me lo sono andata a cercare, ed ecco il magnifico risultato:

Savagely brutal anal gang-rape. Fabled punishment for trespassing on the tribal land of a fictitious African tribe.

Ho selezionato la terza definizione, che mi sembra la più significativa, su urbandictionary, anche se la prima (la più recente, mi pare evochi meglio la posizione (fisica?) dell’Italia oggi:

Erotic ritual which involves a powerful leader and several naked women.

Pare che ‘several naked wome’ sia uno slang per indicare il popolo italiano…

Ad ogni modo, pare che pure Mubarak voglia le scuse del nostro (vostro? Mostro!)

Resto perplessa.. e leggo in giro che forse, FORSE, questo caso stia davvero suscitando indignazione in giro per il paese… Lo capisco, come no, cosa volete che siano anni di corruzione, regime, imbrogli, bugie, ricatti, malaffare, sporcizia economica e istituzionale di fronte ad un bunga bunga? Ma poi che ci indignamo a fare? Sto cominciando a pensare che mentre il mondo sta andando in frantumi, e noi non riusciamo a galleggiare, forse la nostra posizione è la più comoda, di fronte a quello che ci aspetta a breve…

Sapete, la nostra economia ha dei risultati da far paura, nel senso che siamo penultimi, davanti solo ad Haiti ma in realtà la crescita del Pil è un dato molto parziale, e molto equivoco se si vuole. Stiamo male, è vero, non stiamo messi bene, rispetto alla configurazione attuale del sistema economico. Ma se davvero il crack che ancora non è arrivato sul serio arriverà, forse saranno più avvantaggiati i paesi che hanno corso di meno verso il baratro. Non trovate? Mentre ci si trastulla con tante belle parole verdi e sostenibili, qua di sostenibile c’è poco più dell’aria, e la vera sostenibilità è un gigante freno a mano che dovremo tirare tutti insieme. Ci schianteremo lo stesso, a questo punto, ma l’impatto sarà meno brutale.