No ponte/ultime news/stato delle menzogne

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clamoroso abuso
11 ottobre 2010 — nuovosoldo
di Rete No Ponte – Nodo reggino

In questi giorni, dopo l’ennesima manifestazione del 2 ottobre scorso che ha visto nuovamente il popolo del No Ponte scendere in piazza nell’anniversario della strage di Giampilieri, si è letto e sentito di tutto e di più su questo progetto scellerato. Ma non sono le affermazioni dei giannizzeri di Eurolink, o le valutazioni sullo stato di salute del movimento No Ponte fatte da pseudo-analisti politici poco attenti -o molto “interessati”- a spingerci a scrivere questa nota, ma un recente articolo pubblicato su un quotidiano locale e relativo allo stato di avanzamento dei cosiddetti lavori del Ponte. Partendo dalla premessa che per informare è necessario -e doveroso per un giornalista- informarsi e non pubblicare acriticamente le veline di parte, vogliamo dire la nostra sui presunti lavori per la variante di Cannitello e sulle trivellazioni in corso.Per quanto riguarda il famoso cantiere della “prima pietra”, crediamo sarebbe più opportuno definirlo “set cinematografico”, visto che a fronte delle riprese televisive e fotografiche che hanno fatto il giro del mondo, c’è stata solamente un’attività informale, saltuaria e protrattasi da gennaio a fine aprile 2010, consistente nella pulitura e tosatura dell’erba del terreno, previo accordo solo verbale con i proprietari.

Sullo stesso terreno, nella parte interna, a ridosso della massicciata stradale è stata posizionata, a fine agosto, una trivella. Al momento della sua rimozione, circa 20 giorni dopo, si è registrato il crollo parziale del terreno circostante, che ha interessato l’adiacente versante su cui insistono i parapetti della statale. I relativi lavori di riparazione e consolidamento si sono protratti per circa 2 settimane e proseguono oggi, a detta dell’articolo di stampa in questione, con la ripresa dei lavori di preparazione del cantiere del binario.

Ribadiamo comunque che i suddetti lavori formalmente sono abusivi, come dimostra l’assenza non solo di espropri, ma anche di notifica formale ai proprietari di “occupazione temporanea per causa di pubblica utilità”, forse perché siamo di fronte a pubblica inutilità e danni palesi alla collettività. La procedura del progetto del binario è infatti ancora incompleta. In primo luogo manca la Valutazione di Impatto Ambientale, per questo progetto come per tutte le opere compensative e propedeutiche: la pretesa di sostituire la procedura di VIA con un decreto del Ministero dell’Ambiente è stata già bocciata dalla magistratura, mentre il Ministero delle Infrastrutture è già sotto inchiesta anche penale per altre opere in cui si è tentato di usare questo accorgimento illegittimo che costituisce clamoroso abuso. Inoltre è tuttora vigente la determinazione della Regione Calabria che aveva approvato un progetto diverso, estraneo al programma Ponte e il cui titolare era RFI: tali determinazioni non sono evidentemente superabili da una delibera CIPE. Questi problemi, formali e sostanziali, hanno bloccato anche il trasferimento dei relativi fondi al nuovo gestore del  progetto. Ma andiamo a quelli che, “sotto gli occhi di tutti”, sono i lavori che dimostrano come si stia andando avanti con il Ponte: le trivellazioni. L’attività di indagine geognostica con trivellazione in questa fase di progettazione non esecutiva è inutile, specie a causa dell’obsoleta tecnologia cui si sta facendo ricorso. Come sostengono anche i manuali di geologia ambientale, in fase di progettazione, sono molto più efficaci gli strumenti di indagine che effettuano stratigrafie computerizzate con rilievi laser: in pratica basta mandare in giro un tecnico con un apparecchietto e si ottengono risultati più efficaci e certamente più corretti. Il problema è che costano pochissimo e soprattutto che non se ne accorgerebbe nessuno. Usando le vecchie e pervasive trivelle si inizia a spargere soldi localmente e soprattutto si fa molta propaganda, ciò che serviva urgentemente dopo il falso avvio dei lavori del binario.

Molta gente e anche molti media hanno confuso così tale analisi -propedeutica ad una progettazione nemmeno esecutiva- con l’avvio dei precantieri. Il progetto del Ponte manca ancora -dopo quasi 40 anni ed oltre 400 milioni  di euro spesi- della fattibilità tecnica. Su questo c’è stato nei mesi scorsi, un vero e proprio scontro, tra tecnici e consulenti del progetto, vecchi e nuovi. Come è noto il gruppo Calzona, forse quello che seguiva da più tempo e più approfonditamente il progetto, consigliava di abbandonarne l’attuale configurazione, spostando il posizionamento di pilastri e contrafforti di parte calabrese (questo dopo aver ammesso che per chiudere la progettazione preliminare si è dovuto ignorare la circostanza che il sito insiste sul segmento più dinamico della faglia sismica più intensamente attiva nello Stretto) e soprattutto di cancellare l’idea di [b]una mega campata di 3.600 metri (per cui esistono numerosi punti di crisi spesso insormontabile[/b]) e di andare a una campata più ridotta, “non più lunga di 2 mila metri”, con pilastratura nelle acque dello Stretto. Si è assunta la decisione politica di non seguire tale indicazione e di affidare il progetto definitivo -sostanzialmente una sorta di approfondimento del preliminare che non ha mai avuto la fattibilità- ad una serie di società di progettazione che non se ne erano mai occupate prima. È assai probabile dunque che ci si troverà tra qualche tempo di fronte ad un elaborato la cui gigantesca mole servirà ad occultare i problemi che permangono. Come è assai improbabile invece che verrà rispettato il cronoprogramma, così come riporta la stampa: Tremonti ha confermato in questi giorni, a latere dei nuovi punti programmatici di Berlusconi, “che i flussi finanziari del ponte partiranno dopo il 1° gennaio 2013″. Per ora ci sono solo i fondi già in dotazione alla Stretto di Messina, che non bastano neanche per l’attuale progettazione.

Fonte: Nuovo Soldo

42

La data di oggi, ormai ieri, è 42, che poi è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Non ci credete? 101010 = 42 Visto? Quindi, da questo deduco che oggi c’è stata la risposta a tutto quanto. Oppure no. Forse bisogna trovare la domanda… Ahhh!

La Guida Galattica per Autostoppisti mi ha rovinata, lo sapevo XD

Ad ogni modo, per lasciar traccia di oggi alla me postera (posteriore? magari se avessi detto futura avrei evitato simbolismi allusivi!) credo sia opportuno segnalare le cose più interessanti che oggi il web ha donato a me. Soprattutto, ma non solo, via twitter.

1) La economía pasa por una coyuntura crítica: FMI y BM Leggo su La Jornada che il FMI e il BM si sono riuniti per discutere. Di cosa? Solite menate. La situazione è critica, bella scoperta. Stanno andando meglio i paesi in via di sviluppo (diamo per buona la perifrasi, e ci mettono dentro pure la Cina!). I paesi sviluppati (aridanghete) hanno maggiori difficoltà e sarebbe opportuno che i primi non mettano barriere protezionistiche per garantire a questi ultimi le esportazioni. Perciò, devono continuare con la stessa storia di sempre: uscire con le mani alzate, in maniera tale da permettere ai furbacchioni armati di fare razzìa. Così l’economia andrà avanti, come ha sempre fatto, e tutti ne saranno avvantaggiati. Il principio d’entropia non sanno cosa sia. Perfetto, siamo in ottime mani.

2) Orco zio L’ultima di Spinoza.it, che poi è di due giorni fa, ma io l’ho vista solo oggi. Ed è all’altezza. Due su tutte:

  • Ai precari che vogliono capire quanto spetterà loro di pensione, l’Inps non fa vedere niente. Io questa la chiamo sincerità.

  • Lodo Alfano, da Futuro e Libertà “sì senza enfasi”. La stessa linea difensiva di Priebke.

Notevoli anche alcune sullo sciacallaggio condito di varie ed eventuali ipocrisie tutto italico riguardo il caso di quella povera ragazza. E ancora leggo commenti indignati. No, non per lo sciacallaggio, per le battute! Questo paese va male, è vero.

3) L’Inps dice candidamente che non rende visibile la proiezione della pensione dei precari, che sennò ci sarebbero sommovimenti sociali. Lo apprendo dai @Wu_Ming_Foundt su twitter, c’è qualche trafiletto nei giornali. Se siamo un paese normale, domattina sarà la rivoluzione a svegliarmi.

4) Diversivo. O uno dei mille motivi per non studiare la domenica (ma anche il lunedì). Avete presente Flickr? Potete fare una ricerca delle immagini nel suo database tramite questo sito, esclusivamente selezionando i colori, fino a 10. Figata!

5)

Vista sulla bacheca del M.A.I. su FB. Incidentalmente, sono morti altri 4 soldati italiani in Afghanistan. Non riesco ad esprimermi senza risultare offensiva per qualche categoria di italiano. Quindi taccio, anzi mi limito a riprendere l’ultima twitterata di @spinozait: <<Schifani: “L’Italia onora i suoi militari”. Esattamente come ripudia la guerra. [borges]>>

Posso invece esprimermi liberamente sul ministro della guerra che parla di bombe, poiché i militari italiani che vanno al macello occupando un altro stato sovrano si sa, non sono in guerra, ma esportano semplicemente dosi letali di democrazia, e ogni tanto qualcuna gli rimbalza contro.

Ecco, era meglio se stavo zitta. Ora andrò a dormire più incazzata.

 

 

 

 

 

 

Sono la tua terra, frano e tremo

Piove, pioveva, pioverà. Ancora. E’ di nuovo allerta meteo per i prossimi giorni.. tutto regolare insomma, siamo ad ottobre! Nei giorni scorsi era tornato il caldo, o avevo solo il cuore riscaldato? Ma inutile divagare sul personale, che poi cosa c’è di più personale della terra che frana sotto i piedi? E’ passato un anno, e ne ho già parlato, ma non sono ancora soddisfatta. No, perché tutto va male, e non possiamo fare finta che non sia così solo perché ora il tempo ci sta graziando. E’ solo questione di tempo, appunto. Poco o molto, bello o brutto. Mentre ancora si indaga per i mancati interventi negli anni scorsi, dopo le prime avvisaglie (2007 per dire), sappiamo che ancora non ci sono i finanziamenti per gli interventi che se non il 2007, sicuramente il 2009 ha messo in evidenza. O meglio, è stata finanziata solo una minima parte, ovvero la Sp 35 di Pezzolo. E gli altri 19 necessari? Non ci sono soldi, nonostante 37 morti? E intanto ci dicono che entro dicembre si avrà il progetto definitivo del Ponte.. perché ad oggi, dopo anni di parole, dopo che le trivellazioni sono iniziate, non esiste ancora. E sento dire che il ponte si farà, o che non si farà, e che se non si farà pagheremo caro. Perché, negli ultimi decenni quanto abbiamo pagato? Lo sa qualcuno? E quanto pagheremo, comunque vada? Non me ne frega niente delle multe, se è vero che ci saranno. Non è un buon motivo per portare avanti un disastro di quelle proporzioni. Resto convinta che tra qualche anno potremmo avere un ponte futuristico (se reggerà) a tenere insieme due frane enormi, non due regioni. E la terra nel frattempo continua a tremare da queste parti. Qualcuno forse si è dimenticato che siamo zona sismica, come quel collione rifatto che ebbe il coraggio di dire che per la ricostruzione delle zone alluvionate non sono necessari ‘particolari criteri antisismici’. Eh già, mica viviamo sulla falla del mediterraneo, tra Etna, Eolie e Calabrie.. Anche poco fa mentre scrivevo questo pezzo ho avuto la sensazione di avvertire una scossa. Forse è solo suggestione, o semplicemente paura. Intanto, il tempo passa.

 

Visto che è uscita la 4×03 di The Big Bang Theory, “The Zazzy Substitution, ecco per voi due quotes che mi sono piaciute, anche se sono di Amy Farah Fowler, un personaggio che non mi piace tanto… ma forse è solo gelosia (BAZINGA!) XD

“How is your life?” “Like everybody else’s. Subject to entropy, decay and eventual death”

“I love cats, they’re the epitome of indifference!”

Fango e sabbie mobili

ovvero di tragedie e berlusconismi antiberlusconiani

Sono arrabbiata, con me e con la mia gente. E’ passato un anno da quella maledetta notte in cui 37 persone ci hanno lasciato perché.. perché pioveva, come commenta amaramente Ciccio nel suo blog. Amarezza che condivido, insieme alla rabbia. L’anno scorso ho scritto parole dure e riflessive, dopo alcuni giorni. Un estratto (quasi tutto in realtà):

E’ quando i riflettori si spegneranno che dovremo esserci, ancora di più. Non so se è una giustificazione o una scusa, però credo che, anche in una supposta malafede, il principio resti valido. E’ facile ora sbraitare ed indignarsi, ma siamo portati a lasciar correre, col passare del tempo, qualsiasi tempesta, metaforica o reale, ci cada di sopra. E invece no.
Innanzitutto le responsabilità, bisogna trovarle. Ma poi, c’è un immenso poi. La messa in sicurezza delle zone colpite, il monitoraggio, la verifica, e gli eventuali (ma che eventuali! Certi!) interventi da svolgere in tutte le aree, anche non (ancora?) colpite. Frenare le follie, pure quelle del giorno dopo: sversamenti a mare, in discariche più o meno controllate, sui pizzi delle colline che rimanderanno poi a valle il tutto, con tante grazie. E dietro, sopra tutto questo, bisognerebbe mettere un segno enorme con la penna, per cancellare, e ricominciare daccapo. Già, perché nessuno mi toglie dalla testa che questa tragedia non è la fine ma il preludio. Il preludio dei futuri eventi disastrosi che faranno ancora più male, se l’incoscienza continuerà a far da padrona.
Nella schizofrenia generale, il cosiddetto premier ha garantito che le case saranno costruite più velocemente ed economicamente che a L’Aquila, ché non son necessari particolari criteri antisismici O.O Io stavo svenendo a leggere queste righe, e non le ho neanche lette sul Giornale (indi per cui neanche a chiedersi ma nessuno obietta?) ma su carta.org, che avrebbe una certa serietà e attenzione a determinate questioni. E non si tratta neanche di esser specializzati, lo sanno anche i sassi che la faglia sullo Stretto rende la zona terribilmente e costantemente a rischio sismico. Rischio alto, e che si concretizza con cadenza secolare. Sarà che il 1908 è lontano, ma io ho il vago sentore, usiamo pure gli eufemismi, che questa incoscienza sia criminale. Ho mandato un’email a Carta, non so se la leggeranno, ma vorrei gridare al mondo, al di là delle “stronzate” – e sia detto, tecnicamente son tali – dei loro politici (loro di loro stessi, miei non sono, neanche vostri), che tutta l’area dello Stretto rischia un’ecatombe, ben più grave di quella del secolo scorso, considerando il sacco che ha coinvolto le due sponde dello Stretto e che ha riempito tutte le colline di enormi gabbie di cemento più o meno buono. E non l’ho vista solo io la puntata di Presa Diretta in cui si mostrava la facilità con cui si accede all’autorizzazione a costruire a Reggio Calabria. Messina, lo so perché lo so, Pasolini docet, non funziona diversamente. Io non ci sto a questa violenza, del territorio, dell’intelligenza (supposta?) umana e dei più elementari principi di precauzione, ahimé abbandonati da tempo per interessati motivi utilitaristici, chiamiamoli così.

Cosa è cambiato? Ben poco direi. Localmente ci si da un gran da fare in questi giorni: commemorazioni, eventi, riflettori puntati perché è l’anniversario. Ma 37 persone mancano all’appello tutti i giorni, e non solo oggi o domani. La solita Petix su Canale 5 ha fatto vedere che poco è stato fatto. Ma non ci sono nomi né responsabilità che tengono, se domenica mattina, finiti tutti gli eventi ad hoc, ci sveglieremo con la coscienza lavata e il territorio sempre a pezzi. Domani ci sarà il corteo No ponte, in cui si chiederà con forza che i soldi per il mostro siano impiegati per la messa in sicurezza del territorio. Ci sarà parecchia gente, credo. Anche il comitato 3e32 dell’Aquila. Saremo comunque oscurati. Perché contiamo poco. E perché le persone che si presume abbiano una certa sensibilità o quanto meno voglia di ribellarsi, saranno altrove. Il popolo viola ha organizzato per domani il No B Day 2. Vien voglia di sperare che sia un fallimento. E’ stato chiesto dalla rete no ponte di venirsi incontro, ma non c’è stato nulla da fare. Errore. Berlusconi è conseguenza e contingenza. La nostra pelle no. Berlusconi morirà, che Scapagnini dia il suo placet o meno, e i nostri problemi resteranno immutati quando chi verrà dopo di lui sarà al potere. Ancora c’è qualcuno che spera che quel giorno sarà un bel giorno. Al di là delle facili battute, quel giorno ci scopriremo più idioti, perché vedremo scomparire quell’uomo che tanto abbiamo combattuto, mentre il suo fantasma resterà tra noi. E capiremo, forse, che non era la sua persona da combattere, ma la “cultura” che l’ha originato. Ma forse non avremo il tempo di badarci, perché potremmo essere impegnati a scavare nel fango, o peggio, tra le macerie di case distrutte da un terremoto.