Io sto con Emiliano Morrone

Sento il dovere morale di riportare qui un articolo per me importante:

Segnali raffinati. Come far capire ad un giornalista che è meglio che non scriva

di Francesco Saverio Alessio

“Stato” facebook di Emiliano Morrone del 10 settembre 2010: «Stanotte, intorno alle 23, qualcuno è entrato in casa mia dal terrazzo e, sfondando una porta metallica, ha rubato i miei due computer, un fisso 24 pollici e un portatile. Ho perso tutti i miei scritti, appunti, contatti, documenti. Non è stato preso il notebook di servizio, non mio, contenente diverso materiale. Ero uscito alle 21,15 e rientrato verso mezzanotte. Grazie a chi mi ha espresso vicinanza e solidarietà».

Quando non bastano le intimidazioni di ogni tipo: minacce, querele, richieste di sequestro del tuo libro, gli infiniti attacchi degli hakers ai tuoi siti web, i “messaggi” di Cossiga (buonanima!), la desertificazione delle occasioni di lavoro, i simpaticoni che mentre passano sfiorandoti a fianco in automobile ti urlano  «Ve tagliämu a capu! ‘nfämi!», le persone “per bene” che ti dicono: «Ma chi te lo fa fare!, non cambierà mai niente», nel terzo millennio, in Italia, prima di farti sparire, spararti definitivamente o farti trovare “suicidato” ti sfondano la porta di casa mentre sei fuori per sole tre ore e ti rubano tutto quello che rappresenta il tuo pensiero.

L’episodio del furto in casa di Emiliano Morrone – giornalista e scrittore da sempre impegnato contro le mafie, fondatore del laboratorio di produzione culturale online “La Voce di Fiore” del quale è anche direttore responsabile, e poi di ndrangheta.it, di emigrati.it, ed altri siti web – così precisamente mirato alle sue inchieste giornalistiche – hanno rubato solo i suoi computer personali e non quello che usa per lavoro per un altro tipo di attività, hanno aperto diverse borse ma hanno portato via solo quella con documenti d’inchiesta e stampati vari, hanno aperto una piccola cassaforte dopo aver cercato e trovato le chiavi – assume connotati assolutamente inquietanti e preoccupanti. Sono “menti raffinatissime” quelle che hanno violato la soglia di casa di Emiliano Morrone. Lasciano messaggi precisi. Avvertimenti nefasti. Mortali? Spero di no!

Chiedo a tutti di tenere altissima la guardia intorno a quest’uomo. Un vero uomo. Semplice. Sincero. Vero. Non i coboldi incocainati a cui ci hanno abituato queste bestie del potere contemporaneo. Chiedo a tutti di manifestare il proprio sdegno! Se lo si prova…se la propria dignità viene ancora offesa quando offendono quella di un’altro.

Con profondo rispetto per chiunque legga.

Fonte: http://www.gliitaliani.it/2010/09/segnali-raffinati-come-far-capire-ad-un-giornalista-che-e-meglio-che-non-scriva/

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