Stefano Benni (Dottor Niù)

Brani e articoli tratti da La Repubblica, di Stefano Benni… selezione spettacolare. Li ho presi dal sito ma li ho letti nel libro. A bocca aperta


ITALIANI UN POPOLO
DI ANFIBI E MOSCHETTIERI
tratto da di
mercoledì 20 settembre 2000

Si era detto che lo spirito
olimpico avrebbe pervaso anche la campagna elettorale. Ma ci duole segnalare un
fatto contrario a ogni regola di leale propaganda. Qualcuno, evidentemente
vicino all’Ulivo, ha tappezzato tutta Italia di scorrettissimi manifesti. Essi
recano la scritta: «Un impegno preciso. Città più sicure». Sullo sfondo, la
gigantografia di un uomo vestito di nero, gli occhi allucinati truccati col
rimmel, il viso intriso di cerone, un sorriso da maniaco, lo sguardo segnato
dal vizio e dall’emarginazione. E’ facile riconoscere in questo figuro
«Fardman» Berlusconi, l’unto da Dio e dal Visagista, il pericolo numero uno per
la sicurezza delle città italiane. Appartenente al famigerato clan arcorese, è
noto come spacciatore di pericolose droghe catodiche, millantatore di posti di
lavoro e loggista inveterato. Un incallito asociale che entra e esce dalle aule
giudiziarie lanciando i suoi anatemi contro i giudici, un ambiguo votofilo
dedito a ogni accoppiamento politico. Anche se è vero che nessuna città sarà
sicura finché uomini simili, a piedi o in elicottero, infesteranno le sue
strade, ebbene non è leale approfittare di questo mascherone ghignante per
guadagnare consensi. L’Ulivo trovi il responsabile di questi ignominiosi
manifesti e li ritiri, anche perché spaventano i bambini, suscitano un
pericoloso clima di intolleranza contro gli extramiliardari e aumentano il
clima di insicurezza e violenza delle città.

* * *

Il ministro dello Sport e della
Cultura Giovanna Melandri ha consolato la pesista Giganti dicendole che non era
colpa sua se come atleta non era riuscita a vincere niente. La pesista Giganti
a sua volta ha consolato il ministro Melandri dicendole che non era colpa sua
se come ministro non aveva combinato niente. Una stretta di mano ha concluso
l’incontro.

UN CASINÒ CHIAMATO ITALIA

tratto da di
giovedì 1 ottobre 1998

Il giocatore estremo – Scommette solo su cose pericolose e illecite. Gare
notturne di moto sulle rotonde, duelli di camion, corse abusive di cavalli,
combattimenti di cani pitbull, tiro ai topi con la carabina, lancio di pietre
in autostrada. Queste scommesse fetenti, ma anche le lotterie normali, in
quanto idolatrie del denaro, sono state recentemente condannate dalla Chiesa.
Che però non ha certo paura delle grandi cifre, come dimostra il Giubileo. Se
le curie e i sindaci si dessero da fare per trovare casa ai poveri, come si impegnano
a ristrutturare e preparare posti per i pellegrini di Roma, il problema della
casa sarebbe risolto. Perché la
Chiesa è formata da tantissime persone pronte alla rinuncia e
al sacrificio. Ma ogni tanto, Marcinkus insegna, spunta anche qualche talento
da croupier.

SALVIAMO L’ "HOMO
AUDIENCE"

tratto da di
mercoledì 25 ottobre 2000

Da una parte la nuova economia
globale, detta anche phew economy, ovvero scienza del disprezzo dell’ambiente. Questa
dottrina avida e sfrenata, che più che ad Adam Smith sembra ispirarsi a Charles
Manson, sta mutando il clima del globo, trattando le risorse terrestri come se
fossero il supermarket delle industrie, e non un bene collettivo. Lo spirito di
questa ecofollia, ben pubblicizzata dai media, avvelena le economie locali, i
piccoli imprenditori, chiunque dovrebbe guadagnare o produrre con qualche
responsabilità o limite.

Da una parte inquinamento di
interi laghi russi, disboscamento di foreste amazzoniche, atomiche francesi,
inquinamento da riscaldamento in Cina, esperimenti di guerra chimica e suolo
farcito di plutonio in Usa, petroliere che affondano, scarico di veleni in mare
e nel terzo mondo, buco dell’ozono, inquinamento elettromagnetico, proliferare
del Dio Auto. Dall’altra discariche abusive, incendi dolosi, fabbriche chimiche
fuori dalla norma, cementificazione, lavori di ripristino dimenticati, appalti
mafiosi, città strangolate dal benzene. Piccoli Crimini di avidità che imitano
il Grande Crimine celebrato in Borsa, in un mondo dove ognuno ha rinunciato
alla responsabilità individuale, per consegnarsi a irresponsabilità globali. Siamo
farciti di satelliti, Internet e cellulari, ma non sappiamo più salvare un
bosco, un fiume, o un campo, e così ci prepariamo all’ultimo grande regalo
della tecnologia.

Quando finirà il mondo, ce lo
potremo dire subito e in tanti modi, con e-mail o web cam, al ralenti o col
videofonino Umts (sigla per Ultimo Modello di Telefono Superfluo). E l’ultima
cosa che vedremo prima dello schianto finale, sarà una bolletta.

Questo non solo per colpa del
governo insipiente o dell’avida multinazionale, ma anche dei media che
virtuosamente, a ogni disastro passano dalla parte degli accusatori, pur
essendo spesso e volentieri il motore celebrante degli ecodistruttori. Non solo
quando c’è fuoco o fango, i telegiornali e i giornali dovrebbero preoccuparsi
della situazione ambientale. Tra uno spot e l’altro, potrebbero criticare lo
strapotere della phew economy, pubblicare i rapporti del Wwf, dei meteorologi
giapponesi e svedesi, della Commissione mondiale geologica e di tanti altri. Un
consiglio, caro direttore: oltre a Borsa No problem, fai un inserto Ambiente
Big problem in cui ogni settimana si parli di queste cose, non solo per salvare
la pur simpatica e nobile foca monaca, ma anche l’aostano di montagna, il
ferrarese anfibio, l’esquimese mercuriato, il pescatore sardo, l’africano
disidratato, insomma tutti gli esemplari minacciati della razza denominata
"homo sapiens", attualmente "homo audience".

Meglio essere pessimisti prima
che rassegnati dopo: potrebbero esserci altre alluvioni quest’inverno in
Italia. La protezione civile dovrebbe essere dieci volte più numerosa e
preparata. Viviamo una nuova condizione climatica in cui le vecchie regole di
rischio non valgono più. Servono organismi che impediscano all’avidità della
phew economy di peggiorare la situazione, bisogna ascoltare le parole d’allarme
lanciate da serissimi studiosi in tutto il mondo. Nel duello elettorale non
sentiamo sprecare molte parole per questi problemi. Il pataccaro ceronato e il
cicciobello parlante sembrano due pugili che usano le parole "vincere,
abbattere, eliminare" molto più di "salvare, ricominciare,
aiutare". Poiché sono occupati al trucco, gli diamo noi qualche idea per
la campagna elettorale.

Polo
L’onorevole Berlusconi, dopo aver scoperto con stupore l’esistenza dei
terremotati, ha detto che è una vergogna che ci vogliano sei anni per avere una
casa nuova. Lui ha comprato Arcore in due giorni. Perciò il commissario alla
ricostruzione sarà Previti. Ha aggiunto che aiuterà l’Umbria anche se è zona
rossa, perché lui non è fascista e conosce benissimo la storia della
resistenza, anzi è pronto a fare un dibattito in Tv con Matteotti. Inoltre,
quando vincerà, come dicono i sondaggi che gli danno ormai il 134% dei voti,
risolverà in un colpo solo i problemi ambientali e dell’economia. Tutti gli
italiani potranno acquistare a prezzo stracciato una macchina blindata Berlucar
e un telefonino Mediatel. Dentro questo semovente paradiso potranno vivere con
sicurezza e spostarsi. Col videofonino potranno vedere le Tv Mediaset, ordinare
la spesa alla Standa, partecipare a un’asta per un Raffaello, masturbarsi a
distanza, entrare negli spogliatoi del Milan per vedere gli atleti che
pisciano. In caso di alluvione l’auto galleggia, in caso di terremoto rimbalza,
in caso di incendio basta chiamare 888734, un servizio privato di Canadair
gestito da Piersilvio. In quanto all’ambiente, l’Italia diventerà un’azienda
open-space, e se ci saranno infiltrazioni d’acqua o crolli o fughe di gas,
nessun problema: il paese sarà assicurato con una polizza globale Mediolanum.

L’onorevole Bossi, intervenendo a
una manifestazione contro il cuscus nelle mense scolastiche, ha detto che la
congiura massonica delle nutrie polesane comuniste e degli argini froci deve
cessare. Il Po verrà deviato con apposite tubature, verso la Ciociaria, da dove potrà
alluvionare il Sud. Per i terremoti, che come è ovvio sono dati dall’eccessivo
peso che grava sul nostro suolo, basterà alleggerire l’Italia di un milione di
immigrati. In quanto agli incendi, pena di morte per chi appicca, a meno che
non dimostri che nel bosco erano accampati degli zingari.
L’onorevole Fini, portaringhio ufficiale di Bossi, ha detto che le parole di
Bossi sono state mal interpretate, e che la politica ambientale di An sarà
ispirata alla tuta mimetica. Fare finta di niente, mandare avanti gli altri e
poi arraffare il maggior bottino possibile di appalti.

Ulivo
Cicciobello Rimonta, ovverossia San Francesco Rutelli ha detto che sui
problemi ambientali l’Ulivo ha un programma dettagliatissimo. Verranno
organizzate cinquanta maratone in cinquanta città italiane. La maratona sarà
obbligatoria, ed essendo prevista la morte di circa il quaranta per cento dei
concorrenti, il traffico risulterà snellito. Inoltre su tutte le auto verrà
affisso un adesivo "attenzione, inalare dalla marmitta potrebbe nuocere
alla tua salute". Verranno organizzati dieci concerti anfibi di
beneficenza, una partita di pallanuoto tra la nazionale Vip e la nazionale
fiocinini e una caccia all’anguilla (nel senso del pesce, non di Di Pietro).
Pavarotti si è già offerto per organizzare ventiquattr’ore di diretta
televisiva da una chiatta, ma dal Polesine gli hanno detto che se verrà sul
posto, preferirebbero usarlo come argine.

Il Magistrato del Po sarà
ristrutturato e allargato, e verrà trasformato nel Magistrato del lago del Po.
Rutelli ha poi difeso l’operato dei sindaci e delle nutrie, e ha detto che in
questo momento l’Ulivo deve ritrovare la sua anima unitaria e laica. Perciò,
contro i crimini dello sfruttamento economico e il guasto ambientale, è stata
indetta la prima giornata di preghiera ulivista. I bestemmiatori potranno
partecipare solo tramite e-mail.

I NUOVI MANUALI DI STORIA NASCE
L’IMPERO DI SILVIODORO I

tratto da di
domenica 31 dicembre 2000

Da «Storia d’Italia» di
Gasparri, Previti e Storace. Testo per le scuole medie dell’anno 2010

Ai primi del Novecento un giovane pittore di nome Adolf Hitler, si accorse
che la dittatura comunista stava cingendo d’assedio la Germania e il mondo.
Dopo essere stato perseguitato dalla magistratura e incarcerato, scrisse un
veemente saggio sulla superiorità della razza nordica, che lo rese assai
popolare. Egli si recò con una piccola scorta militare in Polonia, per
promozionare le sue idee. Subito l’Europa filocomunista e parcondicionista
gridò all’invasione e lo attaccò.
Hitler si difese eroicamente. Per evitare danni ai civili, evacuò alcune
città e sistemò gli abitanti in centri di accoglienza quali Auschwitz e
Buchenwald. Purtroppo il grande numero di persone causò disagi e carenze
nell’accoglienza.

La storiografia marxista, con
la consueta enfasi settaria, bollò l’accaduto col termine
"Olocausto". In realtà, anche se ci fu qualche eccesso da parte dei
militari tedeschi, la vicenda è ancora così oscura che, per la sua
delicatezza e la violenza di alcune immagini, il ministro dell’istruzione
Rovagnati l’ha vietata ai minori di anni 18. Potrete eventualmente studiarla
all’università se passerete l’esame delle "quattro i": (Internet,
Impresa, Inglese e Il papà mi dà trenta milioni per
iscrivermi).

Dopo il presunto Olocausto,
tutti si accanirono contro il povero Adolf. Egli affrontò con coraggio le
armate staliniane, la lobby giudaica, i depravati inglesi e i sanguinari
francesi. Ma alla fine fu travolto da un massiccio sbarco di extracomunitari
in Normandia, favorito dalla politica lassista delle sinistre italiane.
Intanto in Italia Benito Mussolini e altri carbonari, che avevano appoggiato
il generoso sforzo liberista hitleriano, furono rovesciati da una congiura di
partigiani sostenuti dalla magistratura.

La dittatura comunista regnò
per molti anni, con la collaborazione dei cattolici rossi, dei massoni e
della lobby omosessuale. Uomini come Fanfani, Rumor, Scelba, e Taviani, tutti
di stretta osservanza marxista, detennero a lungo il potere, e nelle scuole
la propaganda stalinista cancellò ogni traccia di verità storica.

Lo scoppio di una caldaia alla
stazione di Bologna, sostenuto a lungo dal solo perseguitato Bruno Vespa, fu
contrabbandato per strage, e così pure venne deviata la verità su Ustica
(l’aereo scontratosi contro un sottomarino russo impazzito) e sul guasto
meccanico dell’Italicus. Si giunse persino a dire che Hitler era dotato di un
membro sotto la media, mentre invece… (vedi illustrazione pagina 145 in alto).

Ma ecco irrompere sulla scena mondiale
un giovane eroico lombardo, Silvio Berlusconi (vedi illustrazione pagina 145 in basso). Egli
cantava in un pianobar e non pensava alla politica, quando un giorno vide
apparire, su un prato alla periferia di Milano, un angelo con la spada
fiammeggiante che gli disse: «O unto da Dio, tu sei il prescelto: libererai
l’Italia dai comunisti e diventerai ricco e famoso. Eccoti i fondi per fare
tre televisioni».

E di colpo Berlusconi si
ritrovò pieno di monete d’oro. I magistrati persecutori gli chiesero a lungo
come avesse fatto quei soldi così in fretta, ma dovettero arrendersi di
fronte al miracolo.
Nella cantina della sua modesta abitazione di Arcore, Silvio preparò la
riscossa insieme a patrioti come Dell’Utri, Previti, Confalonieri e Pilo. Con
pochi mezzi e coi i media tutti in mano al nemico bolscevico, riuscì a
vincere le elezioni, ma il tradimento di un altro lombardo, Bozzi, lo privò
del giusto diritto a governare.

La dittatura rossa tornò a
opprimere l’Italia. I comunisti tolsero a Berlusconi ogni avere, tutte le
televisioni e lo incarcerarono per lunghi anni. Silvio Berlusconi fu
rinchiuso insieme a Silvio Pellico allo Spielberg, un castello appartenuto al
produttore americano. Ma un giorno l’angelo fiammeggiante riapparve e liberò
Berlusconi, che rivinse le elezioni a capo di un triumvirato.
Questa volta non commise gli errori precedenti. Liquidò con un congruo
assegno gli altri triumviri Bozzi e Fidi e divenne imperatore d’Italia col
nome di Silviodoro primo. Sotto di lui la Fininvest e il paese godettero
di un periodo di prosperità senza pari. Fu iniziato il ponte di Messina, per
congiungere Messina a Reggio Emilia. Fu genialmente creato un milione di
posti di lavoro licenziando un milione di vecchi lavoratori. La battaglia tra
magistratura e mafia fu finalmente vinta, sconfiggendo la magistratura.

Oggi nel 2010, il nostro paese
è invidiato e temuto, anche se è tuttora accerchiato dai centri sociali,
dall’Europa bolscevica e dai molli americani del primo presidente exnero
Michael Jackson. Ma l’imperatore Silviodoro si prepara a fare dell’Italia la
più grande potenza del mondo libero. Le nostre truppe e le nostre parabole
televisive hanno già conquistato la Svizzera, e dall’Austria del nostro alleato
Kaiser Haider accerchiano Praga e puntano verso la Polonia. E stavolta,
non falliremo.

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