pensieri sparsi

"L’amore è un legame che imprigiona o un’estasi che libera? Interrogando corpo e cuore, acquisite uno spessore filosofico che si rivela utile in molte materie, per raggiungere la maturità sentimentale e scolastica. Superati i dubbi, avete la risposta alla domanda iniziale: non c’è libertà senza necessità."
Maledetti oroscopi, e soprattutto maledetta me che li leggo e ci trovo sempre il nesso con quel che passo.
Che dire? Giorni del cazzo, impropriamente detto. Perchè cazzo non se ne vede, o meglio non se ne vuole. Son fatta strana lo so. Roberto dice di fregarmene ma proprio non mi riesce. E quando è così, tutto sembra andare storto.
Soliti litigi a causa di certe merde che si professano anime belle, e rompono, perchè non capiscono. Come passare un primo maggio infelice, e bere per dimenticare, è il sottotitolo.
Intanto io sono qua, sto stroppo al computer mi si dice, è vero, ma tu che ne sai visto che non ci sei mai? E invece ci sei, ebbene si, svelato l’arcano. Ti colleghi come un fantasma. Evidentemente non hai bisogno di me, ma con gli altri parli.
E me ne dovrei fregare? Cazzo non ci riesco, son fatta così. Eppure non vedo l’evidenza, come sempre.
Basta poco per capire ma quando un cervello è obnubilato dall’irrazionale, non vede mai quel palo del telegrafo grosso così, verso cui si va incontro. So solo che io devo essere comprensiva, con tutti.
Mi sono rotta invece, ma con una persona solo vorrei essere comprensiva, ma pare che non voglia.
Ho un nervoso di quelli allucinanti, spaccherei tutto.
Invece sto qua a perder tempo. Sono paranoica? Si sono paranoica va bene? E’ un problema? Per me no!
E faccio il tifo per gente come Andrea Rivera, gente coi controcoglioni, ce n’è così poca.
Nel quotidiano tutto sfuma, e nel contempo, inspiegabilmente, si fa intenso. I toni dovrebbero alleggerirsi, ma non è così.
Il baratro incombe vicino. Ci voglio finire dentro, stavolta, con tutta me stessa.
Che mi risucchi,
a volte è necessario affondare.
Devo solo decidermi, se buttarmi, corrergli incontro, o aspettare,
apaticamente,
che venga lui a prendermi.
E tutto scivola via.
Per non sentire più
Il vuoto dentro
che grida, stridendo,
la paura.

PS. Se non mi trovate in giro, non preoccupatevi. Tutto torna. Prima o poi.
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