mestizia

serata andante…..dopo una giornata fuori a sbattere tra ospedale e università…….cena da robbie d nuovo e poi pc…speravo di trovarlo ma invece niente..ho aspettato ma avevo la sensazione che non arrivasse…=) telepatia?
boh…saranno le prove generali prima della partenza..questi son silenzi più tranquilli almeno…è qui…non è in culo al mondo ancora…speriamo che stia meglio di ieri piccolino…e ora vado a dormire..sperando domani di sentirlo…al pensiero che poi passerà un tempo indefinito…uff!!!!!
e chissenefrega che sto esagerando e se devo stare attenta e se e se…me ne sbatto…non ci posso far nulla….son così

…per te amore….ti ricordi che ne abbiamo parlato?
" Certo", disse la volpe. "
Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino
uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno
di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io
non sono per te che una volpe uguale a centomila
volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo
bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico
al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il
piccolo principe. "

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo
principe:
" Per favore …..addomesticami",
disse.
" Volentieri", rispose il piccolo
principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere
molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si
addomesticano", disse la volpe."
gli uomini non hanno più tempo per conoscere
nulla. Comprano dai mercanti le cose già
fatte. Ma siccome non esistono mercanti di
amici, gli uomini non hanno più amici. Se
tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il
piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti",
rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po’
lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò
con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla.
Le parole sono una fonte di malintesi. Ma
ogni giorno tu potrai sederti un po’ più
vicino…."
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla
stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i
pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò
ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà
la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad
agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo
della felicità! Ma se tu vieni non si sa
quando, io non saprò mai a che ora prepararmi
il cuore… Ci vogliono i riti".

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