amnesty

la guerra è guerra…e c’è guerra e guerra…?
ho partecipato ad appassionati dibattiti su israele-libano nel forum di marco travaglio….e sinceramente a me non è mai piaciuta la riverenza internazionale nei confronti di israele, come strascico di sensi di colpa vecchi di 60 anni ormai…oltre alle solite accuse di terrorista ora ricevo anche quella di antisemita…
gradivo comunque riportare un comunicato ufficiale di amnesty internacional, uscito oggi…

CS93-2006: 23/08/2006

Israele – Libano: un rapporto di Amnesty International presenta le prove della deliberata distruzione di infrastrutture civili

foto_libano
Amnesty International ha reso pubbliche oggi le conclusioni delle
proprie ricerche, secondo le quali, nel corso del recente conflitto,
Israele ha portato avanti una politica di deliberata distruzione delle
infrastrutture civili libanesi, comprendente anche crimini di guerra.

L’organizzazione
per i diritti umani denuncia come la distruzione di migliaia di
abitazioni e il bombardamento di numerosi ponti, strade, cisterne e
depositi di carburante siano stati parte integrante della strategia
militare israeliana in Libano, piuttosto che “danni collaterali”,
derivanti da attacchi legittimi contro obiettivi militari.

Il
rapporto di Amnesty International rende più pressante la necessità di
un’inchiesta urgente, esaustiva e indipendente da parte delle Nazioni
Unite sulle gravi violazioni del diritto umanitario commesse da
Hezbollah e da Israele nel mese di conflitto.

“L’affermazione,
da parte di Israele, che gli attacchi alle infrastrutture erano legali
è palesemente errata. Molte delle violazioni identificate nel nostro
rapporto costituiscono crimini di guerra, tra cui attacchi
indiscriminati e sproporzionati. Le prove raccolte lasciano fortemente
intendere che la massiccia distruzione di impianti idrici ed elettrici,
così come quella di infrastrutture vitali per la fornitura di cibo e di
altri aiuti umanitari, sia stata parte integrante di una strategia
militare” – ha dichiarato Kate Gilmore, vicesegretaria generale di
Amnesty International.

Il governo israeliano ha sostenuto di
aver preso di mira postazioni di Hezbollah e sue strutture di appoggio
e che il danneggiamento delle infrastrutture civili è stato il
risultato della strategia di Hezbollah di usare la popolazione civile
come “scudo umano”.

“Il modello ricorrente, l’estensione e la
scala degli attacchi rende il riferimento ai ‘danni collaterali’
semplicemente non credibile” – ha aggiunto Gilmore. “Alle vittime
civili uccise sui due lati del conflitto va resa giustizia. La grave
natura delle violazioni commesse rende urgente un’inchiesta sulla
condotta di entrambe le parti. Occorre che i responsabili dei crimini
di guerra siano chiamati a rispondere del proprio operato e che vi sia
una riparazione per le vittime”.

Il rapporto di Amnesty
International, intitolato “Deliberata distruzione o ‘danni
collaterali’? Gli attacchi di Israele contro le infrastrutture civili”,
è basato su informazioni raccolte di prima mano dalla recente missione
condotta in Israele e in Libano dai ricercatori dell’organizzazione, i
quali hanno intervistato decine di vittime, funzionari delle Nazioni
Unite, responsabili dell’esercito israeliano e del governo libanese,
oltre ad aver esaminato dichiarazioni ufficiali e fonti di stampa.

Il rapporto contiene prove di:
– distruzioni di massa, da parte dell’esercito israeliano, di interi insediamenti civili e villaggi;
– attacchi contro ponti in zone prive di alcuna apparente importanza strategica;

attacchi a centrali di pompaggio dell’acqua, impianti per il
trattamento delle acque e supermercati, nonostante sia proibito
prendere di mira obiettivi indispensabili alla sopravvivenza della
popolazione civile;
– dichiarazioni di rappresentanti
dell’esercito israeliano secondo cui la distruzione delle
infrastrutture civili era un obiettivo della campagna militare di
Israele, per spingere il governo e la popolazione civile libanese a
ribellarsi contro Hezbollah.

Il rapporto evidenzia un modello
ricorrente di attacchi indiscriminati e sproporzionati, che ha causato
lo sfollamento del 25 per cento della popolazione civile libanese.
Questo modello, sommato alle dichiarazioni ufficiali, sta ad indicare
che gli attacchi contro le infrastrutture civili sono stati deliberati
e non semplicemente conseguenze involontarie di attacchi legittimi
contro obiettivi militari.

Amnesty International chiede
l’istituzione, da parte delle Nazioni Unite, di un’inchiesta esaustiva,
indipendente e imparziale sulle violazioni del diritto umanitario
commesse da entrambe le parti in conflitto. Questa inchiesta dovrebbe
prendere in esame soprattutto l’impatto del conflitto sulla popolazione
civile e dovrebbe avere l’obiettivo di chiamare singoli responsabili di
crimini di diritto internazionale a rispondere del proprio operato
nonché di assicurare piena riparazione alle vittime.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 23 agosto 2006

http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS93-2006.html

senza difendere nessuno, la violenza è violenza da qualunque parte provenga, e proprio per questo non tollero come si possano giustificare alcuni paesi (USA, Israele, per esempio)mentre altri vanno comunque condannati…

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