follie preferenziali

L’altra sera mi è venuta una crisi, mentre parlavo su MSN con Emi. Non dipende da lui, e neanche dal deca, tutto sommato. Anche se… beh… proprio in quel momento lui era con una ragazza, forse la sua ragazza. Mi spiegherà. Insomma io l’ho saputo dopo, a crisi già finita, diciamo, e avevo già buttato lacrime per me (e bastavano). Sto cercando di raccogliere i pensieri, ma non è facile
Intanto il deca. Non era una cosa impossibile quella che sta accadendo, poco prevedibile, forse… in ogni caso non c’è nulla di male. La mia reazione è stata entusiastica. Esagerata? Chissà.
Che da qualche parte nella mia testolina credevo (o speravo?) che un po’ gli piacessi, inutile negarlo. D’altronde sono stati i suoi discorsi a farmi venire certe idee. Male non ci sto, non nel senso “classico” del termine. Un po’ di angoscia dentro, ma mi ricorda quella che mi è venuta quando c’è stata la svolta (involutiva) con Frà. E quella era determinata da me, più che da lui. Quindi pure questa. Insomma il problema sono io.
Sono contenta per gli altri e ci resto male per me, perché mi convinco che ho qualcosa di sbagliato, o che qualcosa mi manca. Saranno solo seghe mentali, non lo so…
Sta di fatto che il mio umore cambia e divento una schifezza.
Mi fa paura il fatto che io una sensazione l’ho avuta, seppure non chiara (ma esistono le sensazioni chiare?), riguardo al deca. Cosa significhi non lo so. Innamorata di lui? Non sarebbe questo a determinarlo. E poi quando lui me l’ha chiesto (cazzo di domande) la mia reazione istantanea è stata una risata. Poi ci ho pensato, ma la conclusione è stata negativa, che lui ci abbia creduto o no.
Che poi ci si potesse provare è un altro paio di maniche. Io non ci ho provato, lui non se ne parla proprio.
Diritti di prelazione non esistono. Poi sulla situazione veramente ci sarebbero milioni di punti interrogativi.
Quello che è fondamentale è un minimo di interesse, che da parte sua non c’è. Ometto volontariamente il “da parte mia”.
E poi per il resto c’era solo da tentare, perché la vita è un tentativo, parliamoci chiaro.
In poche parole se ci fosse stata la volontà si poteva provare a frequentarsi e vedere come andava. Io certezze non ne ho, non ne ho mai avute.
Se poi il mondo delle possibilità mi è precluso, sicuramente è colpa mia. Sarò stupida o cos’altro, ma io “non posso”. È sta cosa che mi fa incazzare. E poi mi passa, perché PANTA REI.
In tutto questo non ho voluto dire niente, alla fine. Scrivo per chiarezza, per me. Potrei anche gridarle certe cose ma al mondo sto indifferente.

Dovrei concludere, ma non è che ci sia da concludere qualcosa. Sono confusa anche se a modo mio le idee chiare ce le ho. Per chiudere posso augurare buona fortuna a tutti, al mondo, al deca…
Tranne a me, non serve a niente.

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