Anti-anti-mafia

(ANSA) – ROMA,
6 LUG – I parlamentari indagati per mafia o per reati contro la
Pubblica Amministrazione potranno continuare a far parte della
commissione Antimafia. La Camera ha respinto l’emendamento, presentato
da Licandro (Pdci), che dava la possibilita’ ai presidenti delle Camere
di escludere dall’organismo tutti i deputati e senatori ‘sottoposti a
procedimenti giudiziari’ per reati di mafia e contro la Pubblica
Amministrazione. A favore hanno votato solo 21 deputati, di cui 14 del
Pdci.

c’è poco da commentare…21 su 630 mi sembra vomitevole
ma comunque
ecco il commento di marco travaglio, sempre attento…già precedente alla decisione

ULIWOOD PARTY
26-06-2006

Costituzione incostituzionale e Antimafia mafiosa

Marco Travaglio

Mentre, con rara tempestività, l’Authority blocca gli spot-vergogna di
Mediaset sul referendum a tre giorni dal referendum, e mentre molti
leader dell’Unione replicano con un efficacissimo "Votiamo No per
difendere la Costituzione da Bossi e Berlusconi e Bossi, poi la
riscriviamo con Berlusconi e Bossi", il Venerdì di Repubblica azzecca
il miglior manifesto per il No. Foto dell’acuto Calderoli e titolo:
"Comprereste una Costituzione usata da quest’uomo?". All’interno,
l’album di famiglia dei padri ricostituenti nella baita del Cadore:
oltre al Gianduja i Bergamo Alta, svettano il piccolo Nania (An), il
medio Pastore (FI), il quasi alto D’Onofrio (Udc) e il molto alto
Brancher (FI). E’ a questi cinque pensatori rupestri che dobbiamo la
controriforma che fa dell’Italia una repubblica dittatoriale di stampo
caucasico-bananiero. E che, come scrive Michele Ainis sulla Stampa, è
una "legge illeggibile": 8.533 parole, per giunta in
sanscrito-ostrogoto, con danni irreparabili non solo alla democrazia,
ma anche alla grammatica e alla sintassi. L’articolo 70 dei costituenti
veri, quelli del ’48, è di 9 parole; quello dei ricostituenti al
grappino ne conta 585. Per giunta incomprensibili. Figurarsi gli sforzi
intellettuali dei Magnifici Cinque per partorire concetti alati quali
"gli enti autonomi hanno iniziativa autonoma", "lo statuto è approvato
con legge approvata","la regione interessata ratifica le intese della
regione medesima", "l’espressione del parere che ogni Consiglio può
esprimere". Roba da ernia al cervello. Ma, oltrechè con le leggi della
lingua, alcuni di loro hanno rapporti conflittuali con le leggi penali.
Brancher pagava tangenti al Psi e al Pli e, condannato in primo e
secondo grado, l’ha fatta franca in Cassazione per prescrizione e
abolizione del falso in bilancio. Nania ha una condanna definitiva per
lesioni e una in primo grado per la sua villa abusiva a Barcellona
Pozzo di Gotto. Calderoli, a parte i processi per le camicie verdi e le
botte alla polizia in via Bellerio, deve ancora spiegare insieme a
Brancher i generosi fidi di Fiorani, che derubava i clienti vivi e
morti, ma i leghisti e i forzisti li trattava coi guanti. Ora la
domanda è: chi eventualmente viola la legge può riscrivere la
Costituzione?

Pare un gioco di parole. Ma non lo è. Nei giorni scorsi, in
commissione Affari costituzionali, s’è tenuto un appassionante
dibattito sul tema: può un imputato di mafia far parte della
commissione Antimafia? Già il fatto che qualcuno abbia posto il
problema, significa che il no è tutt’altro che scontato. Infatti alla
fine è passato il sì. Tenetevi forte, perché questa è strepitosa.
Angela Napoli,deputata calabrese di An e persona seria,propone di
escludere dall’Antimafia i parlamentari sotto processo per mafia.
Orazio Licandro, noto giurista catanese eletto nel Pdci, sgrana gli
occhi: "Perché, non sono già esclusi?". Scorre il testo base delle
legge istitutiva della nuova commissione Antimafia e scopre che no, non
lo sono. Così propone un emendamento ad hoc. Ma il rifondatore
comunista Francesco Forgione, che pure in Sicilia ha condotto battaglie
solitarie contro mafia & politica, obietta: "Non sarà un
affievolimento delle prerogative del parlamentare?". Il ds Luciano
Violante, altro antimafia con le stimmate, concorda: "La materia è
delicata, meglio lasciarla al buon senso del singolo parlamentare e dei
presidenti delle Camere". Il meglio però lo dà Giampiero D’Alia (Udc):
"C’è il rischio di creare una disparità inaccettabile: il pericolo è
che possa far parte dell’Antimafia un condannato, ad esempio, per falso
in bilancio". Si potrebbe stabilire che è escluso qualunque condannato
e imputato, ma la soluzione viene scartata a priori: poi si
faticherebbe a coprire gli organici. Dunque la proposta non passa: se
ne riparlerà martedì in aula. Presto sapremo pure chi è l’imputato di
mafia che aspira a far parte dell’Antimafia. Esclusi Provenzano e
Messina Denaro, che non sono (almeno per ora) in Parlamento, il cerchio
si stringe intorno ai 6 parlamentari indagati o imputati per concorso
esterno: Romano (Udc), Malvano, Firrarello, Giudice e Dell’Utri (FI),
Cusumano (Udeur).Ora analogo dibattito si accenderà in altre
commissioni. Escludere gli imputati di pedofilia dalla commissione
Infanzia? Precedente pericoloso. Escludere gli imputati di stupro dalla
commissione Pari Opportunità? Allora chiamiamola Dispari Opportunità.
Escludere gli evasori fiscali dalla commissione Finanze? Si rischia di
favorirebbe gl’imputati di abigeato. Escludere i rapinatori dal
Comitato per l’Ordine e la Sicurezza? Attentato alle prerogative
parlamentari. Escludere i ladri e i loro avvocati dalla commissione
Giustizia? Sarebbe la prima volta, pare brutto.

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